Includere e Valorizzare le Competenze dei Migranti
7 Giugno 2021
AIW – Association for the Integration of Women
7 Giugno 2021

Quando

Avviato il 1° febbraio 2019, ancora in corso

Dove

Nell’area della Piana di Gioia Tauro (Comune di Rosarno e Comune di San Ferdinando)

Enti partner

Associazione Interculturale International House Reggio Calabria
Altraeconomia – NoCap

Gli ambiti di intervento

          • Accompagnamento al lavoro
          • Rafforzamento delle competenze, alfabetizzazione come strumento per l’inserimento lavorativo
          • Formazione e sviluppo professionale in ambito agricolo
          • Matching domanda/offerta di lavoro

Il target

Braccianti residenti nella tendopoli di San Ferdinando o nelle baraccopoli sorte nella Piana di Gioia Tauro.

L’obiettivo

Favorire l’inserimento lavorativo regolare e contrastare la segregazione abitativa tramite la promozione di un alloggio dignitoso.

Le attività

Tra le varie attività condotte nell’ambito del progetto, si possono distinguere diverse categorie di intervento

  • è stato dapprima creato un database con i dati di circa 150 immigrati prevalentemente provenienti dall’Africa Sub-sahariana che vivono nelle baraccopoli e tendopoli della Piana di Gioia Tauro. Questi ultimi sono stati intervistati per conoscere il livello scolastico raggiunto, i lavori svolti in passato, le loro attitudini e aspirazioni ed è stato quindi tracciato un profilo delle competenze professionali da loro già possedute e di quelle necessariamente da rafforzare. È stato successivamente offerto loro un percorso di formazione lavorativa in ambito agricolo e socio culturale, funzionale a una vera integrazione nella società (grazie anche al supporto dell’ufficio di Reggio Calabria dell’educazione degli adulti). Questo è stato un passaggio essenziale per il match con le aziende, che si configura quale attività cardine del progetto
  • allo stesso tempo, infatti, è stato creato un secondo database di circa 100 imprese sensibili e solidali da coinvolgere nel processo di assunzione degli immigrati. Tramite anche l’aiuto di don Roberto Meduri, sacerdote attivo da anni nella Piana di Gioia Tauro, e alla sua conoscenza approfondita dei braccianti, è stata avviata una prima fase di selezione e alcuni migranti sono stati inseriti presso le aziende identificate
  • per tutti i migranti registrati nel database è stato previsto un percorso di accompagnamento nella ricerca di un alloggio dignitoso con un eventuale sussidio da parte del progetto. Inoltre, i destinatari sono stati supportati nelle procedure amministrative relative agli aspetti migratori, in particolar modo per la sanatoria in corso.

 

Le fonti di finanziamento

Fondazione Peppino Vismara, Unione buddhista italiana

I risultati ottenuti in termini quantitativi

Durante il primo anno di progetto hanno trovato una casa e sono stati assunti regolarmente con contratto agricolo annuale 20 persone. Tra le aziende che hanno assunto i migranti, figurano: I frutti del sole di San Calogero, Cooperativa Nelson Mandela di Gioiosa Ionica, azienda dei fratelli Luccisano a Cittanova.

Tutti i migranti all’interno del database sono stati supportati nel rafforzamento dei propri profili professionali.

 

I risultati ottenuti in termini qualitativi

I risultati dal punto di vista qualitativo sono da considerarsi positivi, anche alla luce della generale soddisfazione espressa da parte degli stessi datori di lavoro.

 

I punti di forza

Il principale punto di forza è costituito dal rapporto diretto che sin dall’inizio l’equipe di progetto ha mantenuto con il gruppo target, in un’ottica di costante accompagnamento.

Il progetto è stato sviluppato secondo un approccio olistico, che si pone l’obiettivo di agire su diversi versanti, da quello abitativo a quello sociale ed economico, promuovendo al contempo una forma di sviluppo sostenibile del territorio.

 

Le criticità

La principale difficoltà da superare è la diffidenza di molti dei braccianti appartenenti al target, i quali hanno in precedenza ricevuto numerose “promesse” di sostegno per lo più non concretizzatesi.

Per quanto riguarda la parte di formazione del progetto, nel corso del 2020 vi sono stati dei problemi principalmente legati all’emergenza del Covid-19, che, non permettendo la formazione in presenza, ha creato disagi nello svolgimento delle attività collegati anche alla indisponibilità di strumenti tecnologici da parte dei beneficiari.

Anche dal punto di vista della ricerca di un alloggio si sono riscontrate delle difficoltà, legate principalmente alla scarsa propensione da parte della popolazione locale ad affittare abitazioni ai migranti, spesso a causa della persistenza di atteggiamenti pregiudiziali.

Infine, gli aspetti di complessità della normativa sui permessi di soggiorno e della gestione burocratica tendono, non di rado, a generare alcune difficoltà aggiuntive per le attività previste dal progetto, in particolare rispetto ai percorsi di inserimento lavorativo.

 

Le prospettive future

Tra le prospettive future vi è l’ampliamento del progetto, tramite l’inserimento lavorativo e la ricerca di un alloggio dignitoso per tutti coloro che sono stati registrati nel database.

Inoltre, inizialmente il progetto ha avuto un approccio di tipo “assistenzialistico”, per esempio tramite incentivi alle imprese contattate per l’assunzione. La forma dell’incentivo, oltre a non essere economicamente sostenibile nel tempo per il progetto, non rispecchia quello che invece si auspica più profondamente nel futuro, ovvero una maggiore attenzione all’empowerment dei destinatari.

In una visione invece di più lungo termine, il progetto mira ad inserirsi nella costruzione di un’alternativa: la condizione dei migranti a Rosarno non è solo il frutto del caporalato o dell’inedia delle istituzioni, ma anche il risultato di una filiera dello sfruttamento che parte dalla Grande Distribuzione Organizzata, passa per le imprese multinazionali che acquistano le arance a 8-10 centesimi al kg e termina con il lavoro degli immigrati che costituiscono l’ultimo anello di una catena dello sfruttamento del lavoro e delle risorse naturali. Spartacus, costituendosi come buona pratica, intende porsi come banco di prova per sperimentare un modello replicabile che, da una parte, crei una domanda a prezzo equo per le imprese locali che assumono regolarmente i migranti, e, dall’altra, concorra alla formazione di una rete nazionale di imprese, eticamente orientate, in grado di contribuire attivamente all’inclusione lavorativa di queste persone.

 

Aggiornato a giugno 2021