Memoria, Costituzioni e diritti

Il 27 gennaio, Giornata della Memoria, i partner del progetto europeo “It’s Your History, BRO! – Make memories from memories, Fondazione Memoria della Deportazione, Fondazione ISMU ETS e Scuola Superiore Sant’Anna, si sono ritrovati a Pisa in occasione del convegno “Memoria, Costituzioni e diritti” per avviare pubblicamente il percorso che sta portando studenti e studentesse, università e cittadinanza a confrontarsi con il tema della memoria. 

Il 27 gennaio è diventato così il punto di partenza simbolico di un progetto che non vuole semplicemente “ricordare”, ma interrogare e rinnovare il senso stesso della memoria nella società contemporanea, e nelle e nei giovani in particolare. BRO, infatti, parte da un presupposto che orienta tutto il suo percorso

la memoria non è un patrimonio monolitico da consegnare,

è un processo in movimento, una pratica viva che prende forma attraverso chi la racconta e chi la ascolta.  

Come ci ricordano le parole di Caterina Sganga, Direttrice dell’Istituto Dirpolis – Scuola Superiore Sant’Anna

In un’Europa che è attraversata da profonde trasformazioni sociali, da nuove forme di polarizzazione, il progetto fa leva sulla memoria, per ricordarci fino a che punto può giungere l’odio, la discriminazione, la disumanizzazione, quando vengono meno gli argini giuridici, gli argini culturali, gli argini morali che tutelano la dignità della persona. Tenere a mente ciò che è accaduto significa oggi, e ancora di più alla luce di quello che vediamo avvenire in altre forme in questi giorni, interrogarci sul ruolo delle istituzioni, del diritto e dell’educazione”.  

La memoria, però, è spesso scomoda, frammentata e plurale: intreccia ricordi familiari e traumi collettivi, narrazioni nazionali e storie individuali, voci dominanti e voci marginalizzate.

Per questo BRO promuove la formazione di “nuove giovani ambasciatrici e nuovi giovani ambasciatori della memoria della Shoah” attraverso un approccio interculturale basato su metodologie partecipative, come i laboratori nelle scuole superiori. In questi spazi, studenti e studentesse imparano a esercitare la memoria delle storie degli altri e a confrontarsi con narrazioni del passato e del presente. 

BRO propone due aspetti innovativi.

Da un lato, valorizza la questione di genere, diffondendo e portando nelle scuole le storie di sette donne sopravvissute alla Shoah. Si tratta di testi scritti da donne che hanno sperimentato cosa significhi vivere ai margini dell’attenzione collettiva e trovare le forme per far emergere la propria storia nell’indifferenza dei più. La comprensione delle loro vite diventa così un modo per coinvolgere direttamente le e i più giovani, ricordandoci un punto essenziale

la memoria non è mai “data”. È un dialogo, e il dialogo esiste solo se qualcuno è disposto ad ascoltare 

Dall’altro lato, BRO eredita questa lezione e la rilancia verso il futuro, facendo emergere nuove voci, con la consapevolezza di volersi rivolgere a una comunità più ampia, composta da “nuovi cittadini e nuove cittadine”, giovani che provengono da storie migratorie, lingue, memorie e paesi diversi. Nelle scuole italiane di oggi convivono infatti memorie molteplici, che sono diasporiche, familiari, nazionali, locali. Non si tratta di memorie parallele, ma di memorie che si intrecciano e devono imparare a riconoscersi. Ed è proprio nelle scuole che BRO lavora, co-costruendo strumenti che permettano alle e ai giovani di orientarsi tra narrazioni diverse, sviluppando un rapporto vivo e attivo con la storia, guardando alla memoria come esercizio di cittadinanza:

non un’eredità immobile, ma una pratica continua, che si costruisce nel dialogo e nell’ascolto dell’altra/o.

 

Febbraio 2026