I movimenti secondari consistono nella tendenza dei migranti a viaggiare tra i diversi Stati membri dopo il loro primo arrivo nel territorio dell’Unione Europea, determinando, peraltro, una violazione del Regolamento Dublino. Suddetti movimenti possono essere considerati, da un lato, il riflesso della necessità dei richiedenti asilo di raggiungere paesi con condizioni di accoglienza più adeguate e migliori opportunità, e, dall’altro, il risultato diretto del mancato rispetto da parte di molti Stati membri dell’UE degli obblighi derivanti dalle direttive europee in materia di accoglienza, qualifiche e procedure. In effetti, le ampie disparità tra le legislazioni nazionali rispetto alle condizioni di accoglienza, al tasso di riconoscimento delle domande e alle opportunità di integrazione, determinano la scelta dei migranti di evitare le procedure di identificazione in specifici Stati membri e di proseguire oltre il loro viaggio.

Questo elaborato si propone, dunque, di far luce su questo fenomeno, che sta avendo un impatto considerevole, tanto su ciascuno Stato membro, quanto sul Sistema Europeo Comune di Asilo in generale. In particolare, si individueranno i principali fattori alla base di questi spostamenti, concentrandosi, nello specifico, sul caso italiano. Inoltre, si analizza una delle conseguenze più rilevanti dell’attuale situazione, ovvero il rischio di una crisi del sistema Schengen, originata dalle decisioni degli Stati membri di reintrodurre i controlli alle frontiere interne e di innalzare nuove barriere ai confini. Pertanto, si cerca di far emergere l’urgenza di ricostruire un sistema di asilo europeo e la necessità di farlo nel rispetto dei principi di solidarietà e di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri, concetti, questi, che hanno da sempre rappresentato la pietra angolare del processo di integrazione nello spazio giuridico dell’Unione.

Autore: Colombo
Year: 2019
Editor: Fondazione ISMU
Tipologia: Paper, Fact sheet e articoli

The secondary movements consist in the migrants’ tendency to travel between several EU countries after first arriving to EU territory, driven by different push-pull factors and in breach of the Dublin Regulation. They are both the reflection of asylum seekers’ need to reach countries with more appropriate reception conditions and better opportunities, and the direct outcome of the failure of many EU Member States in complying with their obligations under the Reception Conditions Directive and under the Qualification and Procedure Directives. Indeed, the broad disparities between national legislations in reception conditions, rate of recognition of applications and integration opportunities, determine migrants’ choice to move forward and avoid the identification procedures in specific Member States, to go further.

The purpose of this paper is to bring some light on this phenomenon, which is having a considerable impact, both on each Member State and on the CEAS in general. We will describe the major drivers of these movements, focusing on the specific case of the Italian border, the main gate both for asylum seekers’ comings and onward goings. Also, we will analyse the most relevant outcome of the ongoing situation, consisting in the risk of a “Schengen crisis”, originated by Member States’ decisions to re-introduce internal border controls and raise new border fences. Thus, the aim of this paper would be demonstrating how urgent is to re-build the system in compliance with the principles of solidarity and sharing-responsibilities between Member States, which have always been the cornerstone of the European legal integration process.

Autore: Erika Colombo
Year: July 2019
Editor: Fondazione ISMU
Tipologia: Paper, Fact sheet e articoli