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Trent’anni di migrazioni in Italia. In occasione del trentesimo anniversario di Fondazione ISMU – Comunicato stampa 26.11.2021

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Comunicato stampa

 

Trent’anni di migrazioni in Italia

In occasione del trentesimo anniversario di Fondazione ISMU

26 novembre 2021 ore 15.00 – 17.00

Centro Congressi Fondazione Cariplo – Via Romagnosi 8, Milano

 

Milano, 26 novembre 2021. In occasione del trentesimo anniversario di Fondazione ISMU, si è tenuto nel pomeriggio a Milano, presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, il convegno “Trent’anni di migrazioni in Italia”.

All’incontro, moderato da Venanzio Postiglione, Vicedirettore del Corriere della Sera, hanno partecipato in ordine di intervento: Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo; Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno;  Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano; Mariella Enoc, Presidente di Fondazione ISMU; Massimo Gaudina, Capo della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea; Vincenzo Cesareo, Segretario Generale di Fondazione ISMU; Gian Carlo Blangiardo, Presidente dell’ISTAT; Chiara Cardoletti, Rappresentante per l’Italia, la Santa Sede e San Marino dell’UNHCR; Livia Pomodoro, titolare della Cattedra UNESCO “Food: Access and Law” dell’Università degli Studi di Milano; Padre Fabio Baggio, Sottosegretario della sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede; SiMohamed Kaabour, Presidente del Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane (CoNNGI); Stefano Manservisi, già direttore DG Home, Special advisor del Commissario Europeo per gli Affari Economici, Presidente del CdA del GCERF, Global Fund to prevent and counter violent extremism.

Il convegno è stato l’occasione per tracciare non solo un’analisi dei trent’anni di immigrazione in Italia, ma anche per riflettere su un fenomeno che ormai è assurto a una delle principali questioni dell’Unione Europea e dei singoli paesi che ne fanno parte.

La popolazione straniera è sempre più stabile e radicata. Secondo i dati Istat presentati a margine del convegno, il numero di stranieri è ormai stabile intorno a quota 5 milioni. Se gli stranieri negli ultimi anni hanno aumentato il loro peso percentuale nell’ambito della popolazione italiana, la causa è da ricercarsi nella riduzione della popolazione italiana dovuta allo squilibrio tra nati e morti, più che nell’aumento del numero di stranieri residenti. Tra il 1° gennaio 2002 e il 1° gennaio 2021, la popolazione residente in Italia registra 1,4 milioni di italiani in meno (-3%) e 3,7 milioni di stranieri in più (+274%). Al 1° gennaio 2020 un residente ogni 10 è nato all’estero. Dal 2013 si sono avute almeno 100mila acquisizioni di cittadinanza italiane all’anno e i nuovi italiani al 1° gennaio 2020 sono 1,5 milioni (di cui 335mila nati in Italia). Le persone con un background straniero, indipendentemente dall’attuale cittadinanza e dal luogo di nascita, sono l’11% del totale. La pandemia ha tuttavia aumentato le fragilità di questa popolazione, come si evidenzia dall’incremento della mortalità nel 2020 e dalla riduzione della natalità più marcata rispetto agli italiani a partire da novembre 2020.

La percezione del fenomeno. Tra le varie tematiche che sono emerse dall’analisi dell’andamento del fenomeno migratorio, va segnalato l’ampio gap esistente, soprattutto in Italia, tra percezione e realtà del fenomeno, che si traduce in una quantificazione distorta della presenza straniera nel nostro Paese. Una distanza che un centro di ricerca quale ISMU vuole ridurre, attraverso la diffusione dei suoi studi.

“Siamo convinti che una corretta analisi e interpretazione dei fenomeni migratori può, da un lato, contribuire a elaborare e diffondere una corretta cultura delle migrazioni, dall’altro favorire la convivenza interetnica nel nostro Paese. Riteniamo che una Fondazione come ISMU abbia il dovere sociale e morale di contribuire, tramite un approccio multidisciplinare, ad approfondire la conoscenza e di avanzare proposte in merito a un fenomeno di crescente rilevanza e di notevole complessità quale quello migratorio, ormai presente nelle agende politiche dei governi a vari livelli istituzionali”, ha spiegato Vincenzo Cesareo, Segretario Generale Fondazione ISMU.

Il dibattito di oggi vuol essere quindi un contributo per porre le basi per ulteriori approfondimenti finalizzati a consolidare una valida ed efficace politica delle migrazioni.

“Le analisi dei flussi migratori confermano che da anni il fenomeno ha assunto un carattere strutturale. L’approccio italiano al fenomeno migratorio è un approccio che ha saputo sempre far fronte a una sfida straordinariamente complessa, nel pieno assoluto rispetto dei valori e dei principi della Costituzione”, ha detto Luciana Lamorgese, Ministro dell’Interno, “Un aspetto su cui stiamo lavorando molto è l’accesso attraverso i canali legali. E’ importantissimo dare avvio ai corridoi umanitari, perché è quella la linea giusta che dobbiamo seguire. Per l’Afghanistan abbiamo dato immediata disponibilità: ne sono arrivati circa 5mila. Stiamo anche operando su un decreto flussi, sempre nella logica della migrazione legale.”, ha concluso il Ministro Lamorgese.

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