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Progetto “Mapid – Migrants’ Associations and Philippines Institutions for Development”

Capacity-Building of Migrants’ Associations in Italy and Spain And Government Institutions in the Philippines to Promote Development

È un progetto triennale (2008 – 2010) finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Aeneas

Obiettivo generale

Obiettivo specifico

Obiettivo generale del progetto è promuovere la conoscenza del nesso tra migrazione e sviluppo tra le associazioni di migranti e le istituzioni filippine e la collaborazione tra associazioni di migranti ed istituzioni nazionali e locali filippine per la promozione di un processo di sviluppo che coinvolga tanto le Filippine quanto i paesi di insediamento della diaspora.

Promuovere una duplice azione di empowement, agendo da un lato sulle comunità e sulle associazioni filippine in Italia e Spagna, dall’altro sul tessuto istituzionale delle Filippine, al fine di potenziare le loro capacità progettuali e di collaborazione verso uno sviluppo sostenibile.

Nell’ambito del progetto sono state realizzate attività di ricerca, formazione e disseminazione dei risultati, condotte in parallelo nelle Filippine, in Italia e in Spagna.

Nell’ambito del progetto è stato prodotto un ricco Training Kit (disponibile in lingua italiana e in lingua inglese) rivolto ai responsabili delle associazioni di immigrati.

Il Training Kit è consultabile presso il CeDoc e può essere riadattato, con la consulenza scientifica della Fondazione ISMU, a target specifici.

Per informazioni scrivere a economiaelavoro@ismu.org

Le Filippine sono state proclamate un modello esemplare nella gestione dell’emigrazione internazionale. Tale riconoscimento si riferisce soprattutto alla loro capacità di garantire l’occupabilità dei cittadini emigrati all’estero (OFWs) e di proteggere i loro diritti. Il punto debole delle politiche filippine in materia di emigrazione, tuttavia, risiede nella scarsa considerazione di un nesso fondamentale: quello tra migrazioni e sviluppo. Le potenzialità insite in un coinvolgimento attivo della diaspora filippina nella promozione dello sviluppo del paese appaiono in tutta la loro evidenza se si considera che, al dicembre 2007, la stima dei cittadini filippini residenti all’estero si aggirava intorno al 10% della popolazione complessiva.
Fino ad oggi, l’impatto dell’emigrazione filippina sullo sviluppo del paese è stato osservato soprattutto in termini di rimesse. Questi flussi di denaro sono generalmente considerati in grado di contribuire in modo sostanziale all’economia del paese, soprattutto durante le sue fasi recessive. Tale opinione è suffragata dall’effettiva incidenza delle rimesse sul PIL nazionale, che si attesta intorno al 13%. Un altro importante aspetto da considerare è il fatto che, in assenza di investimenti stranieri diretti e di significative politiche di sostegno allo sviluppo, le rimesse rappresentano per il paese la fonte primaria delle riserve di valuta estera.
Vari studi, inoltre, evidenziano come l’impatto dell’emigrazione sullo sviluppo delle Filippine sia visibile soprattutto al livello delle famiglie, dove le rimesse si sono rivelate un fondamentale strumento per perseguire migliori condizioni abitative e opportunità di istruzione, oltre che per garantirsi la proprietà di beni di consumo durevole. Per le famiglie degli OFWs che vantano i progetti migratori maggiormente riusciti, poi, le rimesse rappresentano anche la possibilità di accumulare risparmi e di avviare attività produttive. I risultati di altri studi, tuttavia, non concordano con questa lettura ottimistica, sottolineando come le famiglie riceventi tendano a impiegare le rimesse in modo improduttivo, finendo per cadere in una totale dipendenza dall’emigrazione.
Nelle Filippine, dunque, i programmi finalizzati a rafforzare le potenzialità di sviluppo insite nelle migrazioni tendono a focalizzarsi soprattutto su percorsi di alfabetizzazione finanziaria, volti a fornire agli OFWs e alle loro famiglie le informazioni necessarie per prendere decisioni avvedute circa l’utilizzo delle rimesse. Se da un lato simili azioni rivestono un’importanza cruciale, esistono molti altri aspetti e opportunità che il governo deve esplorare e mettere in gioco per far fruttare al massimo le potenzialità insite nell’emigrazione internazionale.
Inoltre, il governo e gli altri stakeholder coinvolti devono essere consapevoli dei rischi che l’emigrazione internazionale comporta in termini di prospettive di sviluppo. I costi sociali dell’emigrazione, difficili da quantificare, possono infatti essere considerevoli e possono, se non opportunamente prevenuti e gestiti, superare o invalidare i vantaggi economici del lavoro dei migranti. La sfida, dunque, risiede nel saper comprendere ed intervenire in modo adeguato, al fine di minimizzare i rischi ed i costi sociali dell’emigrazione e massimizzarne i benefici in termini di sviluppo.
In tale direzione, una fattiva collaborazione con le associazioni dei migranti volta allo sviluppo socio-economico tanto delle comunità d’origine quanto di quelle emigrate all’estero potrebbe rivelarsi una strategia vincente.

Durata

2008-2010

MAPID è stato promosso dallo Scalabrini Migration Center di Manila (ente capofila),
in partnership con la Commission on Filipinos Overseas del Governo Filippino, l’Università di Valencia e la Fondazione ISMU