Progetto “Food Truck di Cime di Rapa”
11 Gennaio 2023
Progetto “Job learning”
12 Gennaio 2023
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Questa iniziativa – realizzata dall’ente promotore – è stata selezionata per la Mappatura delle buone pratiche per l’inclusione lavorativa di migranti e rifugiati curata dal Settore Economia e Lavoro di Fondazione ISMU ETS.

Ente promotore

SEND Sicilia, Palermo

Enti partner

Associazione di volontariato Donne di Benin City Palermo, Associazione Libera Palermo, Associazione Senegalese della Sicilia Occidentale, CESIE, CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia, Comune di Palermo, Fablab Palermo APS, Per esempio Onlus, la Clinica Legale dell’Università, Caritas Palermo, il Circolo Arci Porco Rosso e la Casa dei Diritti del Comune di Palermo

Quando

2017-2021

Dove

Palermo, Sicilia

Gli ambiti di intervento

  • Orientamento alla ricerca attiva del lavoro
  • Bilancio e riconoscimento delle competenze
  • Tirocini e accompagnamento al lavoro
  • Job creation e auto-imprenditorialità
  • Formazione e sviluppo professionale

Il target

Il bando era specificamente rivolto a uomini e donne di origine straniera e di recente arrivo in Italia, tuttavia destinataria del progetto è stata una platea più ampia di soggetti con background migratorio e di più lunga permanenza sul territorio palermitano, tra cui minori stranieri non accompagnati

Gli obiettivi

Contrastare lo sfruttamento lavorativo delle persone di origine straniera e rafforzarne l’inclusione nel mercato del lavoro, soprattutto nei servizi per l’orientamento al lavoro e con una particolare attenzione a quanti hanno subito situazioni di sfruttamento lavorativo e sessuale.

Le attività

Il progetto “In gioco” ha previsto 3 attività principali:

  • La formazione di orientatori migranti peer to peer e il successivo allestimento, da parte di questi ultimi, di uno sportello itinerante di orientamento ai servizi per il lavoro rivolto a propri pari.

Il corso di formazione (80 ore) erogato a beneficio dei futuri orientatori peer to peer ha compreso moduli di orientamento al lavoro, italiano specialistico, informatica per l’utilizzo di database nella ricerca del lavoro, sessioni formative sui diritti del lavoratore e sulla sicurezza sul lavoro. 20 futuri orientatori vi hanno preso parte.

Al termine della formazione i neo-orientatori peer to peer hanno implementato lo sportello itinerante, che ha previsto due fasi.

Durante un primo momento informativo, 4 orientatori peer to peer con una frequenza quadrisettimanale, equipaggiati di PC e chiavetta con connessione a Internet, si sono recati nelle piazze e nei luoghi di aggregazione della città di Palermo per informare i soggetti intercettati circa le attività del progetto e per attuare una prima profilatura dei potenziali beneficiari, fornendo loro altresì pillole circa l’importanza della redazione di un CV efficace, i canali di ricerca attiva del lavoro e la preparazione ai colloqui di lavoro. In totale, 16 uscite in loco sono state realizzate ogni settimana. A causa della pandemia, le sessioni sono state in seguito trasferite sulle piattaforme telematiche, sebbene la maggior parte di esse si fosse già svolta de visu. Servizi per il lavoro diffusi sono stati avviati anche in alcune delle associazioni partner del progetto, che in vari casi già offrivano supporto nella ricerca attiva di lavoro (il Centro per l’impiego del Comune di Palermo, l’ufficio anagrafe del comune di Palermo, la Clinica Legale dell’Università, l’associazione Donne di Benin City, Caritas Palermo, il Circolo Arci Porco Rosso e la Casa dei Diritti del Comune di Palermo).

Ai beneficiari intercettati mediante l’attività di promozione e informazione svolta nei luoghi pubblici è poi stato dedicato un momento di orientamento specialistico di gruppo, condotto da formatori esperti con il supporto dei peers. Sono state realizzate due sessioni, una delle quali in modalità online. Le unità formative, inizialmente incentrate sull’orientamento alla città e ai servizi per la ricerca del lavoro, sono state successivamente “reinventate” a seguito della diffusione della pandemia da Covid-19, durante la quale è stato necessario affiancare alle lezioni online uno sportello telefonico per soddisfare il bisogno di informazioni di utilità quotidiana circa l’andamento della situazione emergenziale.

Delle 750 persone coinvolte mediante lo Sportello itinerante, 76 hanno in seguito preso parte alla formazione di gruppo. Esse sono state intercettate mediante la rete di contatti delle organizzazioni aderenti al progetto, i peers stessi, la pagina Facebook del progetto e il comune passaparola.

  • All’interno del progetto “In gioco” ha altresì preso avvio “Giocherenda”, un’impresa sociale costituita da giovani arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati, i quali, conosciutisi nel CPIA di Palermo, hanno iniziato a riflettere sul contributo che avrebbero potuto apportare alla città. “Giocherenda” è nata al fine di implementare metodi educativi alternativi e attività laboratoriali da proporre nelle scuole per riflettere sui temi della diversità culturale e della solidarietà. L’associazione ha nel tempo incluso anche maestranze sartoriali che hanno sviluppato una propria linea di abbigliamento e di accessori. Pertanto, Giocherenda, oltre ad essere un progetto di natura sociale rivolto ad alunni e studenti, è oggi anche una bottega nel centro storico di Palermo e un punto vendita delle creazioni artigianali prodotte. Attualmente, si compone di 12 soci.
  • Una terza attività ha previsto l’implementazione di percorsi di accompagnamento al lavoro, mediante l’erogazione di tirocini principalmente nei settori della formazione, dell’educazione e dei prodotti e dei servizi per bambini e adolescenti. In realtà, nonostante il vincolo posto dal bando relativamente a tali settori occupazionali, nell’attivazione di tirocini si è cercato di privilegiare le attitudini e il profilo professionale dei candidati, operando quindi un matching tra imprese e candidati che permettesse soprattutto di mettere a frutto le precedenti competenze dei secondi. Pertanto, solo 4 tirocini sono stati condotti nei settori dell’educazione e della formazione. 2 tirocini si sono svolti in un’azienda vivaistica, 1 in un’azienda informatica, 2 nel settore della logistica, 1 nel settore della manutenzione nautica, 4 nel settore turistico e 1 nel settore edile. Su 15 beneficiari coinvolti, 11 hanno continuato a lavorare nel settore in cui hanno svolto lo stage, alcuni presso la stessa azienda. Infine, 8 tirocini sono stati attivati nel settore della sartoria, della grafica e della falegnameria a beneficio dei minori stranieri non accompagnati che hanno in seguito dato avvio a Giocherenda.
  • Infine, la campagna di sensibilizzazione ha permesso di intercettare un numero significativo di aziende del territorio, mettendo in luce gli aspetti positivi legati alla valorizzazione della diversità in impresa e spronandole ad assumere un ruolo attivo nella formazione e nell’assunzione di persone con background.

 

Le fonti di finanziamento

Fondazione con il Sud, nell’ambito dell’Iniziativa Immigrazione 2017

I risultati ottenuti in termini quantitativi

Con riguardo all’inserimento lavorativo dei migranti destinatari delle attività del progetto, 21 imprese hanno attivato stage o tirocini, 2 imprese hanno assunto 4 destinatari del progetto con contratti a tempo determinato (1), indeterminato (2) e di collaborazione (1). Rispetto al potenziamento dei servizi di inserimento lavorativo, 750 beneficiari sono stati intercettati tramite lo sportello, 182 beneficiari hanno realizzato un primo bilancio delle competenze, 20 hanno partecipato al corso per diventare orientatori peer to peer, 76 hanno preso parte a percorsi di orientamento di secondo livello e, infine, 8 hanno costituito Giocherenda.

 

I risultati ottenuti in termini qualitativi

Un risultato apprezzabile in termini qualitativi è stato, senza dubbio, l’avvio dell’impresa “Giocherenda”, la quale, sebbene costituitasi alla vigilia della situazione di emergenza determinata dalla pandemia da Covid-19, continua ad esistere e a creare opportunità la lavoro per il territorio e occasioni di confronto culturale. Un secondo aspetto significativo ha riguardato la sperimentazione di successo della figura professionale dell’orientatore peer to peer nel capoluogo siciliano. Tale figura ha dato prova della propria fondamentale importanza, alla luce tanto degli obiettivi del progetto quanto della specifica contingenza storica.  4 delle 20 persone formate come orientatori all’interno del progetto continuano a svolgere tale funzione per conto di cooperative del territorio (1 persona nella stessa Associazione SEND). I restanti hanno fatto tesoro dell’esperienza e sono tuttora punti di riferimento nella città per le diverse comunità etniche.

 

I punti di forza

Un punto di forza è stato rappresentato dalla partnership composta da attori autorevoli sul territorio e qualificati per svolgere al meglio le attività previste. La consolidata alleanza tra i partner ha facilitato il coordinamento delle attività, soprattutto alla luce delle complessità sopraggiunte con la pandemia da Covid-19. Molte organizzazioni del territorio, inoltre, si sono attivate per dare visibilità alle attività di progetto, talvolta indirizzandovi i propri stessi utenti. Ugualmente importante per la riuscita del progetto è stata l’alleanza con il Comune di Palermo, il quale, attraverso i diversi uffici che si sono fatti carico di parte dell’implementazione del progetto, ha permesso di dare visibilità a un tema tanto importante quanto spesso trascurato come quello del lavoro dignitoso. In particolare, il Comune di Palermo ha siglato un protocollo di intesa affinché la Casa dei Diritti potesse ospitare alcune sessioni dello sportello itinerante.

 

Le criticità

La criticità principale ha riguardato la difficoltà di intercettare beneficiari di sesso femminile, acuita, con la diffusione della pandemia, dalla necessità di trasferire le attività su piattaforme online. La ratio del progetto risiedeva, infatti, nella volontà di intercettare persone che non avessero una rete estesa di contatti. Nel caso delle donne, purtroppo, le restrizioni hanno comportato un maggiore isolamento e hanno accresciuto la difficoltà di coinvolgerle. Un secondo punto di debolezza, relativo nuovamente al pubblico femminile, è stato rappresentato da problemi di conciliazione rispetto agli impegni materni e familiari, motivo per cui hanno partecipato solo donne sgravate da queste incombenze.

 

Le prospettive future

Nell’ambito di altri progetti, l’associazione Send ha continuato con successo a formare orientatori peer to peer. Lo sportello itinerante che ha preso avvio all’interno del Progetto “In gioco” è tuttora operativo, peraltro in maniera stabile, all’interno della sede dell’associazione Send, che ha assunto a tempo indeterminato uno degli orientatori formati grazie al progetto. Giocherenda è una realtà ormai consolidata a Palermo, un punto di incontro multiculturale e un ponte con la società civile della città siciliana. L’auspicio per il futuro è quello di dare vita ad altri progetti che possano agire da moltiplicatori nel territorio, sensibilizzando sui temi del lavoro dignitoso, della valorizzazione della diversità e della formazione professionale.

 

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cavaleri@sendsicilia.it

 

Aggiornato a dicembre 2022