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Progetto “MI_4maMI”
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Questa iniziativa – realizzata dall’ente promotore – è stata selezionata per la Mappatura delle buone pratiche per l’inclusione lavorativa di migranti e rifugiati curata dal Settore Economia e Lavoro di Fondazione ISMU ETS.

Le organizzazioni promotrici

FONDAZIONE ADECCO PER LE PARI OPPORTUNITÀ, Milano, UNHCR Italia, SERVIZIO CENTRALE SAI 

Enti partner

Vari soggetti nelle rispettive reti degli enti promotori; in particolare, aziende coinvolte nell’iniziativa “#Welcome – Working for refugee integration” di UNHCR.

Quando

Febbraio 2021 – Dicembre 2021 

Dove

L’intero territorio nazionale 

Gli ambiti di intervento

  • Formazione e sviluppo professionale
  • Tirocini e accompagnamento al lavoro
  • Welfare aziendale e responsabilità sociale d’impresa
  • Diversity management e valorizzazione della diversità culturale e religiosa

 

Il target

Il progetto si è indirizzato in prima istanza agli operatori del SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) e al mondo delle imprese, per rafforzarne – nel primo caso – le competenze e l’efficacia nei processi di orientamento/formazione/accompagnamento al lavoro di persone rifugiate e richiedenti asilo e – nel secondo caso – il coinvolgimento nell’inclusione lavorativa di questi migranti. Un target di secondo livello è stato, pertanto, costituito da persone titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo che, nell’ambito del progetto, hanno beneficiato di specifiche opportunità di inserimento lavorativo nelle aziende partner. 

L’obiettivo

Ideato sulla base dell’esperienza e dei risultati di precedenti iniziative coinvolgenti i medesimi promotori, e in particolare per dare continuità al modello sperimentato nel progetto “#Design Thinking Talent for Refugees” del 2020, Employability 4.0 ha avuto l’obiettivo generale di aumentare i livelli di occupabilità di persone titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo; ciò, attraverso un percorso di capacity building dedicato agli operatori della rete SAI e finalizzato a incrementarne la capacità di riconoscere, attivare e sviluppare conoscenze e competenze (già effettive e/o potenziali) dei migranti, in modo da favorire la possibilità di questi ultimi di corrispondere positivamente a opportunità di inserimento lavorativo coerenti con le esperienze pregresse e il profilo posseduto. Tale attività ha coinvolto centri SAI dislocati in tutto il territorio nazionale, in particolare quelli di Aosta, Brescia, Cremona, Udine, Firenze, Roma, Pescara, Savona, Asti, Lucca, Bari, Rovigo, Canicattini Bagni (SR), Pescara e Senigallia (AN). Contestualmente, si è mirato a rafforzare l’impegno diretto delle aziende in percorsi di inclusione occupazionale di rifugiati e richiedenti asilo, con specifica attenzione alle organizzazioni già aderenti all’iniziativa di UNHCR “#Welcome – Working for refugee integration” (p.es.: le sedi italiane di Decathlon e Carrefour).

Le attività

In quanto progetto multistakeholder e multilivello, Employability 4.0 ha previsto molteplici attività. Tra le principali, si distinguono le seguenti:

  • in collaborazione con i centri SAI interessati, co-progettazione di percorsi di inclusione lavorativa e costruzione di corporate partnerships con le aziende successivamente coinvolte
  • condivisione metodologica degli strumenti di rilevazione e valorizzazione dell’occupabilità dei migranti tramite employability tool, linee guida, glossario del lavoro e “video-pillole”; in particolare, nel caso dell’employability tool (supporto derivato dal progetto precedente e basato sulla formazione continua delle competenze professionali, trasversali ed emozionali), si è mirato a semplificare l’utilizzo dello strumento, aumentare il numero di beneficiari con cui viene utilizzato e migliorare la qualità delle conoscenze e competenze degli operatori per la sua applicazione ai percorsi di sostegno all’inclusione lavorativa
  • sessioni specifiche di capacity building e formazione per gli operatori SAI coinvolti, volte a rafforzarne conoscenze, competenze e capacità di gestione professionale dei percorsi di inclusione lavorativa e – allo stesso tempo – a motivare, stimolare e quindi incrementare il concreto utilizzo dell’employability tool; il percorso ha anche compreso tre webinar rivolti a tutta la rete SAI su tematiche relative alle attuali principali dimensioni di occupabilità nel mercato del lavoro, alle partnership tra mondo profit e soggetti non-profit, agli strumenti e metodologie emergenti di identificazione e valorizzazione delle soft skill delle persone rifugiate
  • analisi di fattibilità e avvio della realizzazione di una piattaforma in grado di contenere tutte le informazioni di profilazione contenute all’interno dell’employability tool e di mettere in rete le richieste aziendali, i profili professionali delle persone rifugiate, i progetti di inclusione, le best practices implementate in ambito non-profit, al fine di permettere – nel prossimo futuro – la raccolta e l’elaborazione sistematiche di indicazioni relative alle dimensioni di inclusione lavorativa dei migranti supportati dai progetti SAI sul territorio italiano
  • workshop nazionale finale con la partecipazione di tutti gli stakeholder di progetto, dedicato ai temi della corporate partnership, della mobilità territoriale e dell’occupabilità

 

Le fonti di finanziamento

Risorse dei partner a capo del progetto.

I risultati ottenuti in termini quantitativi

Nel contesto del progetto, sono stati formati 436 operatori dell’integrazione e i webinar pubblicati hanno avuto circa 800 visualizzazioni (https://www.youtube.com/playlist?list=PLbEPWGCW-YFVzfLHa9bfSJwSDUBxbBdBA).

Per quanto riguarda i beneficiari di secondo livello, attraverso il coinvolgimento delle imprese partner, 47 persone rifugiate sono state avviate al lavoro con diverse forme contrattuali (soprattutto tirocini, ma anche un contratto di apprendistato e dodici contratti a termine).

I risultati ottenuti in termini qualitativi

Più ampiamente, la realizzazione di Employability 4.0 ha consentito di raggiungere tre ulteriori e significativi risultati: a) la continuità con precedenti iniziative nell’inclusione socio-lavorativa di rifugiati e richiedenti asilo promosse dai medesimi enti promotori e, insieme, il rafforzamento della loro portata; b) l’ulteriore consolidamento della partnership di collaborazione tra Fondazione Adecco, UNHCR Italia e Servizio Centrale SAI, specie in termini di apprendimento reciproco e capitale sociale condiviso da utilizzare come risorse metodologiche in successivi progetti congiunti; c) in particolare per Fondazione Adecco, la conferma dell’appropriatezza – e l’ulteriore avanzamento – di una strategia ormai pluriennale nella disseminazione del diversity management come approccio di riferimento nei processi di inclusione dei migranti, con specifica attenzione al coinvolgimento diretto degli attori aziendali nelle iniziative di sensibilizzazione, sperimentazione-azione e consolidamento dei risultati condotte in tale area.

I punti di forza

Tra gli elementi principali che hanno contribuito alla riuscita di Employability 4.0, spicca sicuramente l’avere adottato come modello e “risorsa” di partenza quanto già sperimentato e conseguito nel contesto del precedente #Design Thinking Talent for Refugees, anch’esso contraddistinto da azioni multilivello per favorire l’occupabilità dei migranti rivolte primariamente agli operatori dell’integrazione ma anche con impatti immediati per i beneficiari finali.

A parte ciò, secondo quanto riportato dai project manager di Fondazione Adecco, altri punti di forza nella realizzazione del progetto sono risultati i seguenti: l’esperienza e le competenze già accumulate da ciascuno dei tre partner promotori in questo campo; la loro capacità di reciproca collaborazione, anche sul piano strettamente operativo, collaudata attraverso la progettazione comune e la co-gestione di precedenti iniziative; da ultimo – ma non meno importante – il notevole livello di coinvolgimento dimostrato sia dal personale SAI che dalle aziende partecipanti alla fase di inserimento lavorativo dei beneficiari.

Le criticità

Dal confronto con i project manager di Fondazione Adecco, non si riportano specifiche criticità relative all’implementazione del progetto.

Le prospettive future

Come verificatosi proprio con la transizione da #Design Thinking Talent for Refugees a Employability 4.0, anche nel corso del 2022 Fondazione Adecco e UNHCR intendono rinnovare la propria azione, in partnership con il Servizio Centrale SAI, mediante nuove progettualità nel campo dell’integrazione socio-occupazionale dei migranti volte a potenziare l’implementazione della rete del privato sociale, il dialogo costruttivo con le aziende e la concretizzazione di modelli di inclusione basate su forme di welfare generativo di prossimità.

Aggiornato al 21.02.2022

Scheda realizzata da Fondazione ISMU

CONTATTI

monia.dardi@fondazioneadecco.it