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Le politiche migratorie e di integrazione durante l’emergenza COVID-19. Alcuni Paesi a confronto

COVID-19  2019-nCoV concept. Human hands holding various smart devices with coronavirus alerts on their screens. flat vector illustration

Danimarca

La Danimarca ha attivato un periodo di sospensione per quanto riguarda i programmi di integrazione. Infatti, le scuole di lingua sono chiuse e gli esami cancellati fino a nuovo avviso. Ciò significa anche che le scadenze già fissate prima del blocco, per quanto riguarda gli esami utili all’ottenimento del permessi di soggiorno, sono state prorogate.

I migranti che hanno perso il lavoro in questo periodo rischiano di non riuscire ad ottenere il permesso di soggiorno permanente dal momento che uno dei requisiti fondamentali risiede nell’aver mantenuto un lavoro a tempo pieno per un certo periodo di tempo, e di averlo al momento della decisione. Nonostante la particolare situazione del momento, non verranno quindi adottate distinzioni particolari.

Infine, la cerimonia di cittadinanza danese, che era prevista nel mese di marzo, è stata annullata dal momento che la stretta di mano con il sindaco o il funzionario locale costituisce una parte obbligatoria della cerimonia (da svolgersi tra l’altro senza guanti). Questa cancellazione implica quindi che le persone che stavano per ottenere la cittadinanza danese (caratterizzata da una delle procedure più complesse in Europa) dovranno attendere altri 6 mesi (la cerimonia infatti si svolge solo due volte all’anno).

Fonte: https://ec.europa.eu/migrant-integration/news/covid-19s-impact-on-migrant-communities

 


Francia

Il Ministero degli Interni ha sospeso “fino a nuovo avviso” la possibilità di presentare domande di permesso di soggiorno nelle Prefetture prolungando di tre mesi il periodo di validità dei documenti di residenza (titoli, ricevute, ecc.). Alcune procedure, ritenute essenziali, legate all’asilo sono invece mantenute anche se non si conoscono nel dettaglio i particolari. Ciò che però è noto è che il Tribunale nazionale per l’asilo ha sospeso le audizioni “fino a nuovo avviso” e che le misure di trasferimento o reinsediamento dei rifugiati dall’estero sono state rinviate.

Vi è anche una diffusa preoccupazione riguardo ai centri di detenzione amministrativa. Oltre ai rischi per i migranti a causa della difficoltà nel rispettare “le misure igieniche e sanitarie” vi sono quelli che gravano sul personale e quindi sui servizi.

Fonte: https://ec.europa.eu/migrant-integration/news/covid-19s-impact-on-migrant-communities

 


Germania

Il 17 Marzo, la Germania ha introdotto le proprie restrizioni per gli ingressi dai paesi al di fuori dell’area Schengen. Unica eccezione prevista è per i cittadini tedeschi che rientrano in patria o per coloro che hanno residenza legale in Germania. Anche i cittadini degli Stati membri dell’UE e le loro famiglie, nonché i cittadini di Regno Unito, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera e le loro famiglie sono autorizzati ad attraversare la Germania per raggiungere il paese di origine se non sono possibili altri collegamenti.

Inoltre, sono stati introdotti controlli temporanei alle frontiere tra Germania e Francia, Austria, Svizzera, Lussemburgo e Danimarca. I viaggiatori ai quali è consentito l’ingresso, e che sono rimasti all’estero per diversi giorni, verranno sottoposti ad un periodo di quarantena obbligatoria.

Il governo federale coordina le specifiche condizioni con le autorità locali.

Fonte: https://www.auswaertiges-amt.de/en/coronavirus/2317268

 


Grecia

Il governo greco aveva sospeso, per un mese, la possibilità di presentare domande di asilo prima ancora dello scoppio dell’emergenza Coronavirus a causa dei disordini alla frontiera greco-turca, invocando l’articolo 78 TFUE. Tale misura sarebbe dovuta durare un mese, ma, a causa dell’epidemia, il servizio di asilo ha sospeso il suo funzionamento fino a data da destinarsi. Ciò ha comportato anche l’interruzione temporanea del sostegno finanziario. Il governo ha annunciato che saranno installati sportelli bancomat e piccoli negozi con elementi essenziali nei centri di accoglienza. Ha inoltre affermato che i rifugiati sistemati in alloggi temporanei potranno rimanervi fino al 1 ° maggio. Le ONG hanno assunto la maggior parte degli oneri per il sostentamento dei beneficiari di protezione internazionale, nonostante anche il loro lavoro sia limitato a causa delle misure restrittive per il virus.

Le ONG forniscono anche supporto per le informazioni. Nel campo di Moria i richiedenti asilo volontari che parlano più lingue informano le altre persone presenti nel campo sul virus e su quali precauzioni prendere.

Sotto osservazione sono in particolar modo i campi profughi sulle isole greche. Al riguardo, Medici senza frontiere e diverse ONG hanno segnalato la necessità di una loro evacuazione a causa delle scarse condizioni igieniche e del sovraffollamento. Tuttavia, non sembra esserci stato ancora alcun annuncio ufficiale su questo fronte da parte del governo centrale.

Per quanto riguarda la gestione dei documenti dei migranti non richiedenti asilo, i lavori presso i ministeri competenti (immigrazione e nazionalità) sono sospesi a causa dell’epidemia. La maggior parte dei ministeri ha annunciato la sospensione delle scadenze pertinenti poiché i contatti personali non sono consentiti e non esiste un sistema elettronico per gestire eventuali problemi che potrebbero sorgere.

 


Portogallo

Con il decreto legge n. 10-A/2020 del 13 marzo, il governo ha istituito misure eccezionali e temporanee relative alla situazione epidemiologica del COVID 19, dopo aver decretato, tra l’altro, che i documenti che scadono da febbraio 24 del 2020 rimangono validi fino al 30 giugno 2020. Questa misura si applica a 1) Card del cittadino, 2) Patente di guida, 3) Fedina penale, 4) Certificati, 5) Visti di permanenza, 6) Documenti e visti relativi alla permanenza nel territorio nazionale

Con il decreto n. 3863-B/2020, del 27 marzo 2020, il governo ha stabilito che gli immigrati e i richiedenti asilo con domande di permesso di soggiorno in sospeso presso il Servizio stranieri e frontiere sono temporaneamente considerati in una situazione regolare e hanno accesso a diversi tipi di supporto, compresi quelli alla salute, al sostegno sociale, all’occupazione e all’alloggio.

Viene inoltre concessa la possibilità di presentare domanda di permesso di soggiorno a coloro che non l’avevano ancora fatto. Essi non rientrano tra i destinatari del decreto del 27 marzo, ma mantengono il diritto all’assistenza sanitaria.

Tutti i voli internazionali dall’esterno dell’UE verso qualsiasi aeroporto del Portogallo sono stati sospesi dal 19 marzo 2020 e per un periodo di 30 giorni. Esistono due eccezioni: i collegamenti con i paesi con una forte presenza di comunità portoghesi (Canada, Stati Uniti, Venezuela e Sudafrica) e quelli con tutti i paesi di lingua portoghese (per quanto riguarda il Brasile, vengono mantenute solo le rotte Lisbona-Rio de Janeiro e Lisbona-San Paolo).

Il controllo documentale delle persone ai confini con la Spagna è stato eccezionalmente e temporaneamente ripristinato, tra il 16 marzo 2020 ed il 15 aprile, con possibilità di rinnovo.

Fonte: https://www.acm.gov.pt/-/covid-19-medidas-orientacoes-e-recomendacoes?

 


Spagna

A partire dal 23 marzo, la Spagna ha adottato nuove e più stringenti misure per regolare l’ingresso nel paese. Infatti, possono entrare in Spagna solo:

  1. lavoratori transfrontalieri;
  2. personale sanitario o di assistenza ad anziani che si dirigono al luogo di svolgimento delle rispettive attività;
  3. personale addetto al trasporto merci, anche via aerea;
  4. personale diplomatico, consolare, di organizzazioni internazionali, militari e membri di organizzazioni umanitarie, nei limiti dell’esercizio delle loro funzioni;
  5. persone con motivi familiari imperativi e documentati;
  6. persone con motivi di forza maggiore o in situazione di necessità documentata o per motivi umanitari.

Sono altresì chiuse in via temporanea, e senza eccezioni, le frontiere di Ceuta e Melilla.

Per quanto riguarda le pratiche per la richiesta o il rinnovo del permesso di soggiorno, come in altri Stati, anche in Spagna gli uffici competenti sono chiusi e quindi le procedure rimandate. Tuttavia, il rinnovo del permesso di soggiorno può essere fatto telematicamente se in possesso di una firma elettronica. La persona sprovvista di questa possibilità, allo scadere dei 90 giorni successivi alla scadenza del permesso, non corre tuttavia alcun rischio. Sarà sufficiente presentare la domanda di rinnovo una volta usciti dall’emergenza COVID-19. Gli appuntamenti già in essere sono stati annullati, unica eccezione per quei casi ritenuti urgenti (previa debita documentazione accertante l’urgenza). Tutte le procedure legate al permesso di soggiorno sono quindi sospese, comprese le procedure legate ai dinieghi e ai ricorsi. Situazione simile per le espulsioni.

Anche rispetto al sistema di asilo, il governo spagnolo ha messo in atto politiche per continuare ad offrire supporto e accoglienza ai rifugiati nel rispetto delle norme sanitarie in vigore.

Fonte: https://ambmadrid.esteri.it/ambasciata_madrid/it ; https://www.lamercedmigraciones.org/

 


Svezia

La Svezia sembra non aver adottato misure troppo restrittive probabilmente in virtù del diverso impatto che il virus sta avendo nel territorio.

Per quanto riguarda la gestione dei migranti, in particolar modo di coloro che richiedono protezione, il governo ha stabilito che le audizioni per la domanda di asilo sono sospese se richiedono una mobilità geografica. Diversamente, sono regolarmente svolte con l’applicazione delle dovute misure sanitarie.

Sono sospese tutte le procedure di rimpatrio e ritorno nel paese di origine.

In generale il soggiorno legale non è influenzato da COVID-19. I corsi di lingua e di orientamento sociale per i migranti sono offerti attraverso l’insegnamento online dal 19 marzo in molti comuni.

Fonte: NIEM project

 


Ungheria

L’11 marzo 2020, il governo ungherese ha dichiarato lo stato di emergenza a causa dell’epidemia di coronavirus.

Le decisioni adottate per fronteggiare questo periodo hanno un impatto diretto sui cittadini di paesi terzi.

Nello specifico:

  • L’Ungheria ha chiuso i suoi confini e nessun cittadino straniero può entrare nel paese, ad eccezione dei cittadini SEE in possesso di una carta di soggiorno permanente. In circostanze eccezionali, debitamente giustificate, il vicecapo della polizia può autorizzare l’ingresso di altri stranieri, se sono stati testati per COVID-19 e i risultati sono negativi e sono stati registrati dall’autorità ungherese di controllo delle epidemie. In via eccezionale, sono state aperte sezioni di confine specifiche per i cittadini rumeni e bulgari in transito per un periodo di tempo molto limitato (ore).
  • Gli stranieri che non rispettano i regolamenti epidemiologici possono essere espulsi e deportati.
  • Dal 28 marzo, le norme di emergenza obbligano tutti (compresi i cittadini di paesi terzi) a lasciare la casa solo se è assolutamente necessario.
  • Sono state adottate regole per limitare i contatti personali presso le autorità con proroghe per i documenti in scadenza: carta d’identità, carta di indirizzo, patenti di guida. Tuttavia, queste regole si riferiscono solo ai cittadini ungheresi (e ai cittadini del SEE in possesso di una carta di soggiorno permanente). Resta da vedere se siano applicabili anche agli stranieri; soprattutto per i beneficiari di protezione internazionale che – secondo la legislazione ungherese – dovrebbero in generale godere degli stessi diritti dei cittadini ungheresi.
  • La validità dei documenti di residenza (permessi di residenza, permessi di residenza permanenti) deve essere rispettata e i documenti devono essere rinnovati, non esiste un “periodo di sospensione” concesso agli stranieri. L’autorità per l’immigrazione (la direzione generale per la polizia straniera) ha rilasciato informazioni ai titolari di permessi di soggiorno per la richiesta telematica del rinnovo dei documenti, mentre ha chiesto di non richiedere il permesso di soggiorno permanente o l’approvazione ufficiale della “lettera di invito” durante lo stato di emergenza. Inoltre, la possibilità di recarsi presso gli uffici del servizio clienti dell’autorità per l’immigrazione è limitata a casi urgenti, debitamente giustificati e solo su appuntamento.

 

Fonte: NIEM project

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di Marina D’Odorico, Ricercatrice Fondazione ISMU

10 Aprile 2020