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Per non dimenticare la tragedia di Cutro

In ricordo della terribile tragedia di Cutro avvenuta un anno fa riportiamo un passo tratto dall’intervento di Livia Elisa Ortensi alla presentazione del Ventinovesimo Rapporto sulle migrazioni. 

Nel 2023 la ripresa degli sbarchi è stata sospinta prevalentemente dalle partenze di cittadini nordafricani da Libia e Tunisia, quest’ultima risulta il principale punto di partenza, le motivazioni da una parte sono quelle che da anni sospingono le migrazioni dall’Africa, quindi tutti quei fattori demografici di spinta che sono sempre presenti, non si sono esauriti e non si esauriranno, a cui si sono aggiunte le difficoltà di due paesi molto importanti come la Tunisia e l’Egitto, in particolare in Tunisia ci sono stati anche moti di violenza alimentati dalla retorica governativa contro alcuni gruppi tra cui i migranti subsahariani e i membri delle comunità LGBT, sappiamo che ci sono state espulsioni verso il deserto, queste difficoltà unite alla crisi economica fanno sì che questi paesi non riescono più a trattenere quelli che erano i loro immigrati e quindi vediamo che due che erano comunità  particolarmente presenti in Tunisia come la Guinea e la Costa d’Avorio sono per il 2023 tra i principali paesi di partenza. Rimane importante anche la migrazione dal Bangladesh perché sappiamo che c’è una rotta che anche se arriva da un paese geograficamente non legato al Mediterraneo, transita per la Libia e porta sulle nostre coste i cittadini dal Bangladesh. 

Non possiamo non dire che queste sono migrazioni molto pericolose.

I dati sui decessi noti, noti perché il dato che abbiamo è sicuramente una sottostima perché non abbiamo notizia di tutti gli incidenti che avvengono lungo le rotte migratorie, ci dicono che nel 2023 ogni 1000 tentati attraversamenti del Mediterraneo centrale 11 sono risultati nel decesso della persona che tentava l’attraversamento. 

È qualcosa su cui noi non possiamo assolutamente chiudere gli occhi.