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News sul continente africano

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L’avvenimento in sintesi

I dettagli

5/02/2021

L’indebitamento colpisce il 68% dei migranti rimpatriati in sei paesi dell’Africa occidentale, mettendo a rischio il loro reinserimento nel paese

Uno studio condotto dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) sull’impatto dell’indebitamento sui migranti rimpatriati in sei paesi dell’Africa occidentale rivela che quasi il 94% è indebitato, mentre oltre i due terzi percepiscono la vergogna o l’onere del loro indebitamento come un ostacolo al loro reinserimento nelle comunità di origine. Poiché la migrazione diventa sempre più rischiosa e costosa, molti migranti prendono prestiti e contraggono debiti da parenti e amici per finanziare il loro viaggio. A livello personale – sociale e psicologico – molti degli intervistati hanno citato sentimenti di ansia, fallimento, isolamento sociale e paura di non essere in grado di ripagare i propri debiti. L’indagine, condotta dall’ufficio regionale dell’OIM di Dakar, è stata condotta in Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Senegal e Gambia. Una piccola percentuale, circa l’8%, ha ammesso di essere stata aggredita fisicamente dai creditori. Un rimpatriato in Mali ha riferito di aver perso l’uso della gamba sinistra dopo aver subito una ferita da arma da fuoco inflitta da un creditore.

14/01/2021

Un sondaggio rivela che i giovani africani sono preoccupati per il terrorismo nel continente

La maggioranza dei giovani in Africa è preoccupata per l’incidenza del terrorismo nel continente, secondo un sondaggio commissionato dalla Ichikowitz Family Foundation con sede in Sud Africa. I risultati del sondaggio, intitolato “African Youth Survey 2020”, hanno visto più di 4.200 giovani di età compresa tra 18 e 24 anni intervistati in 14 paesi africani. I risultati sono stati divulgati nel contesto di un aumento degli incidenti legati al terrorismo in alcune parti del continente. Diversi gruppi terroristici sono stati attivi quest’anno con vari attacchi mortali segnalati in un certo numero di paesi come la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia, la Nigeria, il Mali, il Ciad e recentemente il Mozambico. Il 71% dei giovani intervistati ha dichiarato di essere “preoccupato” per il terrorismo mentre più della metà (51%) ha dichiarato di essere “molto preoccupato” per il terrorismo. Queste cifre aumentano notevolmente in alcuni paesi che sono stati vittime di attacchi terroristici, come il Mali (99%), il Kenya (89%) e la Nigeria (86%), o hanno subito disordini all’interno dei loro territori come l’Etiopia (86%).

7/01/2021

L’ONU nomina il senegalese Abdoulaye Mar Dieye Coordinatore speciale per lo sviluppo nel Sahel

Dieye è un macroeconomista ed esperto di sviluppo con una forte esperienza di leadership nella gestione di portafogli di sviluppo complessi negli ultimi 35 anni. Attraverso la risoluzione 2391 (2017) del Consiglio di sicurezza e la risoluzione 2020/2 dell’ECOSOC, gli Stati membri hanno chiesto di rafforzare l’impegno collettivo e integrato nella regione del Sahel per arrestare il deterioramento della situazione socio-politica, riconoscendo la natura interconnessa delle crisi di sicurezza, umanitarie e di sviluppo. Il Coordinatore speciale guiderà gli sforzi collettivi, compresi i finanziamenti, attingendo a tutte le risorse delle Nazioni Unite nella regione, impegnando e sostenendo gli sforzi del G5 Sahel, dell’Alleanza Sahel, della Piattaforma di coordinamento ministeriale, dell’ECOWAS, dell’Unione africana, dell’Unione europea, della Banca mondiale e della Banca africana di sviluppo.

Novembre-dicembre 2020

La Mo Ibrahim Foundation ha pubblicato l’ultima edizione dell’Ibrahim Index of African Governance (IIAG).

I negoziatori dell’Ue e l’Organizzazione degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (OACPS), precedentemente nota come Gruppo di Stati ACP, hanno raggiunto un accordo politico sul testo per un nuovo accordo di partenariato che succederà all’accordo di Cotonou. L’accordo, che dovrà essere approvato, firmato e ratificato dalle parti, coprirà un gran numero di settori, che vanno dallo sviluppo e crescita sostenibili, ai diritti umani, alla pace e alla sicurezza e sarà orientato a responsabilizzare ciascuna regione. Una volta entrato in vigore, l’accordo fungerà da nuovo quadro giuridico e guiderà le relazioni politiche, economiche e di cooperazione tra l’Ue e i 79 membri dell’OACPS per i prossimi vent’anni.

Novembre-dicembre 2020

Raggiunto un accordo politico sul testo del nuovo accordo tra l’Ue e gli stati Africa-Caraibi-Pacifico (ACP)

L’IIAG misura le prestazioni di governance in 54 paesi africani, con analisi dinamiche che coprono il periodo dal 2010 alla fine del 2019. La Fondazione definisce la governance come la fornitura di beni e servizi pubblici politici, sociali, economici e ambientali che ogni cittadino ha il diritto di aspettarsi dal proprio governo e che un governo ha la responsabilità di fornire ai propri cittadini. I risultati dell’IIAG 2020 mostrano che la governance in Africa è migliorata nell’ultimo decennio, con oltre il 60% della popolazione africana che vive nei 36 paesi in cui la governance è migliorata dal 2010. Il quadro generale, tuttavia, non è del tutto positivo, con alcune tendenze preoccupanti negli anni più recenti. Il punteggio medio africano per la governance complessiva è diminuito nel 2019 per la prima volta nell’arco di dieci anni. Ciò segue una tendenza più ampia di rallentamento del miglioramento nella seconda metà del decennio, con il tasso di progresso nella governance complessiva dimezzato rispetto al 2015.

Novembre-dicembre 2020

Unione Europea e Unione Africana uniscono le forze per dare potere a una nuova generazione di talenti della ricerca africana

L’Unione Europea ha annunciato oggi il lancio del programma pilota “African Research Initiative for Scientific Excellence” (ARISE) con un contributo di 25 milioni di euro. ARISE consentirà agli scienziati africani all’inizio della carriera di condurre ricerche all’avanguardia in tutta l’Africa. Il programma sarà attuato dall’Accademia Africana delle Scienze con la direzione strategica dell’Unione Europea e dell’Unione Africana.

Settembre-ottobre 2020

L’OIM pubblica il primo rapporto sulla migrazione centrato sull’Africa

Il rapporto adotta diversi approcci per fornire dati completi sulla migrazione in Africa. La prima edizione si apre col titolo “Sfidare la narrazione” e mira a decostruire la percezione negativa in Africa riportando realtà contestuali, evidenziando interventi concreti e fornendo dati empirici sul fenomeno migratorio a livello regionale, nazionale e locale.

Settembre-ottobre 2020

Maggiore sostegno da parte dell’Ue ai paesi del Sahel centrale

L’Ue, la Germania, la Danimarca e l’ONU hanno organizzato un incontro ministeriale virtuale sul Sahel centrale che ha riunito organizzazioni internazionali, donors e i paesi interessati (Burkina Faso, Mali e Niger). Durante l’evento si è parlato delle prospettive sul lungo termine, in particolare di come far fronte alla crescente violenze e alle crisi umanitarie che caratterizzano la regione, anche attraverso un sostegno per rispondere ai bisogni emersi nella pandemia COVID19.

Settembre-ottobre 2020

L’Europa e alcuni paesi firmano un accordo per mobilitare risorse focalizzate sull’indipendenza economica delle donne in Africa

La Banca Europea degli Investimenti (BEI) e alcune banche di investimenti nazionali (Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera e Canada) hanno firmato un protocollo con una società panafricana di “capital investiment”. Il protocollo mira a sostenere finanziamenti e investimenti che abbiano una componente di genere al fine di favorire l’indipendenza economica delle donne.

Settembre-ottobre 2020

Gli attacchi terroristici e le vittime in Africa sono diminuiti tra luglio e agosto 2020.

Secondo l’African Centre for the Study and Research on Terrorism, tra il 1/08 e il 31/08 il numero di attacchi terroristici registrati in Africa è diminuito del 57% rispetto a luglio 2020. Anche i decessi sono diminuiti sullo stesso periodo (-36%).

Giugno-luglio-agosto 2020

Le Nazioni Unite sono preoccupate per le crescenti vulnerabilità dei migranti durante il COVID-19 in Africa occidentale e centrale

Le Nazioni Unite esprimono preoccupazione per le condizioni di migliaia migranti in tutta la regione durante la crisi COVID-19. Sebbene affrontino le stesse minacce per la salute da COVID-19 degli altri, i migranti possono essere esposti a un livello più elevato di vulnerabilità legata alla discriminazione e all’esclusione nelle loro condizioni di vita e di lavoro o nel loro accesso ai servizi di base, compresa l’assistenza sanitaria. In queste difficili circostanze, i migranti possono essere a rischio di abusi e altre violazioni dei diritti umani.

Giugno-luglio-agosto 2020

I flussi migratori attraverso l’Africa occidentale e centrale quasi dimezzati dal COVID-19

I dati raccolti in 35 punti di transito chiave attraverso l’Africa occidentale e centrale dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) indicano che la migrazione regionale è diminuita di quasi il 50% durante la prima metà del 2020 (rispetto al 2019) a causa delle restrizioni di viaggio attuate dai governi per prevenire la diffusione di COVID-19.

Giugno-luglio-agosto 2020

IOM pubblica i principali punti chiave del 2019 sul rimpatrio e sulla reintegrazione

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha pubblicato i punti chiave dei suoi programmi di rimpatrio e reintegrazione, incluse tendenze, dati e iniziative. Le cifre indicano un aumento dei rimpatri volontari assistiti dalle regioni al di fuori dello Spazio Economico Europeo e della Svizzera, in particolare l’Africa occidentale e centrale. Per la prima volta dall’inizio dei programmi di rimpatrio volontario assistito e reintegrazione, la Germania non è più il principale paese ospitante. Nel 2019 è stato superato dal Niger.

Aprile-maggio 2020

Africa occidentale e centrale: l’UNHCR intensifica gli interventi per l’effetto combinato di conflitti e pandemia di coronavirus che minaccia milioni di persone

L’UNHCR ha intensificato gli sforzi volti a proteggere milioni di persone vulnerabili che in Africa occidentale e centrale sono esposte ai nuovi rischi derivanti dall’effetto combinato dei conflitti e della pandemia di coronavirus. La diffusione del COVID-19 ha aggravato le criticità di una regione già alle prese con una delle crisi umanitarie di più vaste dimensioni a livello mondiale che ha costretto alla fuga oltre nove milioni di persone. La pandemia ha portato alla chiusura delle frontiere e incrementato ulteriormente la pressione su sistemi sanitari fragili ed economie deboli.

Aprile-maggio 2020

La Banca Mondiale prevede il più grande crollo delle rimesse di sempre

La Banca Mondiale prevede che le rimesse globali diminuiranno drasticamente di circa il 20%  nel 2020 a causa della crisi economica indotta dalla pandemia e dal lockdown in risposta al COVID-19. Il crollo previsto è in gran parte dovuta a un calo dei salari e dell’occupazione dei lavoratori migranti, che tendono ad essere più esposti alla perdita di occupazione e salari durante una crisi economica in un paese ospitante. Si prevede che le rimesse verso i paesi dell’Africa sub-sahariana diminuiranno del 23,1%.

Aprile-maggio 2020

La Banca Mondiale prevede una forte recessione regionale in Africa per il 2020

La Banca Mondiale prevede che la crescita economica nell’Africa subsahariana diminuirà dal 2,4% nel 2019 al -2,1/-5,1% nel 2020, la prima recessione nella regione in 25 anni. Il coronavirus sta colpendo le tre maggiori economie della regione – Nigeria, Sudafrica e Angola – in un contesto di crescita e investimenti persistentemente deboli. In particolare, i paesi che dipendono dalle esportazioni di petrolio e di miniere sarebbero i più colpiti.

Aprile-maggio 2020

La pandemia COVID-19 aiuta la Cina ad espandere la sua influenza in Africa (non senza problemi)

La “diplomazia della mascherina” che la Cina sta esibendo in varie parti del mondo coinvolge anche l’Africa. In Etiopia e Burkina Faso, ad esempio, i medici cinesi hanno lavorato come consulenti nella lotta contro la pandemia globale, mentre il Governo cinese ha inviato mascherine, ventilatori e apparecchiature di collaudo di cui l’Africa ha bisogno. Tuttavia, gli episodi di razzismo verso gli Africani in Cina hanno sollevato dure critiche tra i media africani mostrano e l’immagine della Cina è stata danneggiata. In particolare la società civile africana chiede risposte ai loro governi in merito alle relazioni bilaterali con la Cina.

Aprile-maggio 2020

Coronavirus, il collasso sanitario dell’Africa: le proiezioni ONU

Le prospettive dell’ONU sull’impatto del Covid-19 in Africa indicano tra i 300 000 e i 3 300 000 morti, «a seconda delle misure prese per fermare il contagio»; 22 milioni di malati potrebbero aver bisogno di ricovero in ospedale e, di essi, oltre 4 milioni necessitare di (quasi inesistenti) terapie intensive; 20 milioni di posti di lavoro possono svanire (in un contesto dove occorreva crearne 20 milioni in più); altri 29 milioni di persone rischiano la povertà assoluta.

Gennaio-febbraio-marzo 2020

Sono necessari più reinsediamenti – solo il 4,5% della domanda a livello globale è stata soddisfatta nel 2019

 

Secondo l’UNHCR, su 1,4 milioni di rifugiati in tutto il mondo che si stima abbiano urgente bisogno di accedere al reinsediamento, solo 63.696 sono stati reinsediati attraverso l’UNHCR nel 2019. Se da un lato il numero di rifugiati reinsediati nel 2019 è aumentato del 14% rispetto all’anno precedente (55.680 persone reinsediate), dall’altro rimane un enorme divario tra le esigenze di reinsediamento e i siti resi disponibili dai governi di tutto il mondo.

Gennaio-febbraio-marzo 2020

IOM: oltre 20.000 migranti sono morti attraversando il Mar Mediterraneo dal 2014

 

L’OIM ha dichiarato venerdì che il bilancio delle vittime tra i migranti che hanno cercato di attraversare il Mediterraneo ha superato le 20.000 unità dal 2014. L’OIM ha anche osservato che il bilancio delle vittime annuale è diminuito ogni anno dal 2016, quando oltre 5.000 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

Gennaio-febbraio-marzo 2020

L’UE apre la strada a un partenariato più forte e più ambizioso con l’Africa

 

La Commissione europea e l’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno proposto le basi per una nuova strategia con l’Africa nella Comunicazione “Verso una strategia globale” per l’Africa. La comunicazione presenta proposte per intensificare la cooperazione attraverso partenariati in cinque settori chiave: transizione verde; trasformazione digitale; crescita e occupazione sostenibili; pace e governance; e migrazione e mobilità. Sulla base di questo documento, l’Europa avvierà discussioni con i partner africani su una nuova strategia comune da approvare al vertice Unione europea – Unione africana nell’ottobre 2020.