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Le condizioni dei minori stranieri non accompagnati in cerca di asilo in Grecia

Il report di Save the Children

Il Consiglio Greco per i Rifugiati e Save the Children International hanno pubblicato un rapporto dedicato alla situazione di giovani migranti soli richiedenti asilo in Grecia, dal titolo “Without papers, there is no life. Legal barriers in access to protection for unaccompanied children in Greece”.

Il documento è frutto dell’analisi del sistema legale di asilo in Grecia e della raccolta di dodici interviste in profondità ad altrettanti minori richiedenti asilo in transito.

  • Un primo aspetto problematico evidenziato nel rapporto è rappresentato dalla mancanza di un permesso di soggiorno speciale per i minori (che è presente, ad esempio, in Italia): questo fa sì che si debba ricorrere a quello per richiedenti asilo, che però ha una durata limitata e deve essere rinnovato ogni 1, 3 o 6 mesi
  • Un secondo problema riguarda il fatto che di frequente i minori soli in transito sono sottoposti alla procedura di accertamento dell’età che spesso li identifica erroneamente come adulti. In questo caso i minori hanno a disposizione un tempo molto breve per presentare ricorso, nel quale devono produrre documenti reperibili nel Paese d’origine, impresa quasi impossibile per minori soli privi di un tutore o di assistenza legale gratuita
  • Un terzo aspetto problematico riguarda la tutela: per i minori di 15 anni la legge prevede che venga nominato un tutore che li rappresenti e che agisca per loro conto. Nonostante i molteplici recenti sforzi legislativi, la Grecia non dispone ancora di tutori statali a cui affidare questi minori.  Attualmente sono i procuratori locali ad avere l’incarico di tutori temporanei di tutti i minori non accompagnati presenti nella loro area di competenza. Si tratta però di una tutela meramente formale, in quanto, nella maggior parte dei casi, non instaurano un rapporto diretto con i minori di cui sono responsabili e dunque non li supportano nelle pratiche burocratiche per la richiesta di asilo o per il ricorso in caso di diniego. Talvolta sono nominati rappresentanti legali temporanei gli operatori dei Centri di accoglienza e identificazione in cui il minore è ospitato
  • Quando la richiesta della domanda di asilo viene giudicata ammissibile, il minore viene ascoltato in merito alla sua storia e ai motivi per i quali richiede la protezione, ossia i motivi per i quali si ritiene a rischio di persecuzione. Questo rappresenta un ulteriore ostacolo per i giovani migranti soli richiedenti protezione internazionale: raramente sono infatti in grado di essere consapevoli e di esprimere queste motivazioni, e non esiste un sistema pubblico che li supporti in questo processo.
  • Se la richiesta viene rifiutata, il minore può ricorrere in appello. Tuttavia, il report illustra una serie di ostacoli anche in questo caso
    1. le scadenze che variano a seconda della procedura applicata
    2. una serie di vincoli legali quali ad esempio la presenza fisica dei richiedenti ad Atene, dove si trovano le Commissioni
    3. la necessità di fornire argomentazioni legali per sostenere la richiesta
    4. dover affrontare una complessa procedura scritta in greco
    5. la richiesta di presentare documenti fiscali e di residenza
    6. il mancato ascolto dei minori da parte dei membri delle Commissioni durante l’esame del ricorso.
    7. Inoltre, gli avvocati nominati e designati a seguire i msna in queste pratiche solo di rado sono esperti in materia di protezione internazionale di minori.
    8. Infine, sono garantite dallo Stato soltanto due ore gratuite di mediazione linguistica.

La maggior parte delle decisioni dei tribunali risultano essere di rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato, e in questo caso i minori non hanno alcun diritto legale di rimanere in Grecia: nel 2022 su 3.175 domande di asilo presentate da ragazzi in transito, ne sono state accolte solo 981.

 

Nicoletta Pavesi, Settore Famiglia e minori

8 marzo 2024