L’impatto del COVID-19 sulle rimesse degli immigrati
28 Luglio 2020
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Webinar promossi dal Settore Educazione della Fondazione ISMU su

Inter-cultura, Inter-disciplinarietà, Inter-professionalità

Educazione interculturale, una questione di giustizia sociale?

Giovedì 16 luglio 2020, h 15-18

 

Sono intervenute Carmen N. Veloria (Suffolk University, USA), Cinzia Pica-Smith (Assumption College, USA) e Rina Manuela Contini (Università di Chieti), autrici di Social Justice Education in European Multi-ethnic Schools: Addressing the Goals of Intercultural Education (Routledge, 2019)

 

L’Europa è una società multietnica che sta vivendo un aumento esponenziale dei discorsi anti-immigrazione, razzisti, xenofobi, della retorica politica di estrema destra, e di movimenti che propongono politiche per consolidare ulteriormente le disuguaglianze strutturali e i sistemi istituzionali di oppressione, alimentando le disuguaglianze educative.

Social Justice Education in European Multi-ethnic Schools riunisce ricercatori degli ambiti della sociologia e dell’educazione, per esaminare i dibattiti sull’educazione multiculturale. Attingendo alla teoria critica, il libro esamina in modo approfondito come queste sfide vengono affrontate (o non affrontate) in contesti educativi e nella cornice proposta di educazione interculturale adottata come quadro concettuale ed educativo dall’Unione Europea negli ultimi due decenni.

Linguaggi “glocali” e responsabilità interculturale nella prospettiva delle “Epistemologie del Sud”

Venerdì 22 maggio 2020, h 10-13

 

È intervenuta Manuela Guilherme, Universidade de Coimbra, coordinatrice di molteplici progetti europei e internazionali (fra i più recenti, GLOCADEMICS, MSC grant) e curatrice di Glocal languages and Critical Intercultural Awareness (con Souza, Routledge, 2019)

 

Il volume fornisce una nuova prospettiva nei discorsi sulla traduzione e sul multilinguismo esaminando le lingue “glocal”, lingue locali che sono state “globalizzate” con successo.

Concentrandosi sulle lingue europee utilizzate in America Latina, il libro presenta esempi di lingue sottoesplorate nella letteratura, tra cui il portoghese brasiliano, la poetica amerindiana, l’inglese, lo spagnolo e il portoghese fuori dall’Europa, come base per sostenere un approccio all’educazione linguistica radicata nella critica pedagogica, nelle prospettive postcoloniali e nel contrasto delle teorie egemoniche della globalizzazione.

Pur radicato in una discussione sul Sud, il libro offre una nuova voce negli attuali dibattiti sull’educazione linguistica, che sarà di interesse per gli studenti e gli studiosi di varie discipline, tra cui l’educazione linguistica, il multilinguismo, gli studi culturali e l’antropologia linguistica.

Per approfondire rivedi il webinar

Approccio biografico/narrativo e scambio interculturale: ricerca, formazione ed intervento con le persone migranti e non

Martedì 5 maggio 2020, h 10-13

 

Sono intervenute Simona Bodo, Silvia Mascheroni, Mariagrazia Panigada, autrici di Un patrimonio di storie (Mimesis, 2016)

 

Da quando ha fatto il suo primo ingresso nei musei, la narrazione in chiave autobiografica si sta rivelando non solo strumento particolarmente duttile e congeniale alla mediazione del patrimonio culturale, ma vera e propria risorsa per la cittadinanza attiva, l’alfabetizzazione critica nell’età adulta e la creazione di “nuove appartenenze”.

Nella prima parte, il volume indaga e restituisce la peculiarità dello strumento narrativo in ambito museale, capace di “rimettere in circolo” le storie che si intrecciano in ogni opera e testimonianza patrimoniale, e di creare nuove risonanze con i vissuti e i “patrimoni” delle persone. La seconda parte è dedicata a una riflessione su alcune esperienze esemplari di utilizzo della narrazione, dove l’imprescindibile contenuto conoscitivo (storico-artistico, scientifico, archeologico o antropologico che sia) si intreccia alla dimensione del racconto.

Accanto alla testimonianza dei professionisti museali che hanno dato vita a queste sperimentazioni pioniere, Un patrimonio di storie propone un significativo repertorio di narrazioni; la riproduzione a colori dell’opera o dell’oggetto che si accompagna a ognuno di questi racconti non fa che metterne in risalto la sapienza analitica ed evocativa. Il volume è inoltre corredato da un CD in cui sono incluse tutte le narrazioni, nonché le schede dettagliate di ogni progetto. Questo materiale può essere utilizzato sia dai professionisti del museo interessati ad attivare sperimentazioni sul fronte della narrazione, sia nei contesti educativo-didattici e della formazione degli operatori che lavorano con gli adulti in diversi ambiti.

Per approfondire visita il sito https://www.patrimoniodistorie.it/

 

 

Il webinar è poi proseguito con l’intervento di Mariagrazia Santagati, autrice di Autobiografie di una generazione Su.Per. (Vita e Pensiero, 2019).

 

Il volume, dedicato al progetto di ricerca Su.Per. SUccesso nei PERcorsi formativi degli studenti di origine immigrata, analizza i “percorsi inattesi” degli studenti stranieri che ottengono ottimi risultati scolastici, mostrando la loro capacità di reagire al possibile svantaggio, superando ostacoli e avversità.

L’indagine, promossa dal CIRMiB (Centro di Iniziative e Ricerche sulle Migrazioni – Brescia) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale, ha coinvolto 65 studentesse e studenti del secondo ciclo di istruzione, frequentanti 11 istituti scolastici della provincia di Brescia, nati all’estero o in Italia, di 23 diverse cittadinanze e provenienze.

Le autobiografie scolastiche, pubblicate integralmente, danno voce e libertà di espressione a questi studenti, attraverso un processo di scrittura che genera riflessività e si connette all’azione sociale, permettendo di ricostruirne significati e logiche. Le storie di successo si collocano in una cornice teorico-metodologica che, sulla scorta della tradizione della Scuola di Chicago e guardando agli sviluppi contemporanei della “sociologia a scala individuale”, arriva a delineare i tratti sociali e individuali del successo, nonché le condizioni familiari e scolastiche che favoriscono le traiettorie positive di questi teenager.

A fronte di aspettative sociali che considerano il successo scolastico degli immigrati un’eccezione e si attendono il loro fallimento, la ricerca indaga l’agency di questi giovani “autori” della propria esperienza di scuola e di vita, offrendo un contributo peculiare allo studio delle disuguaglianze etniche in istruzione dal punto di vista di “chi ce la fa”.

 

Pratica filosofica, arte delle domande e dialogo interculturale con i bambini (e non solo)

Venerdì 24 aprile 2020, h 10-13

Sono intervenuti Chiara Colombo (pedagogista) e Fiorenzo Ferrari (filosofo e dirigente scolastico), autori di Penso dunque siamo (La Meridiana, 2019)

 

Molti pensano che la filosofia sia una disciplina adatta ad una ridotta fascia di studenti delle scuole superiori e delle università o a pochi appassionati molto motivati. In realtà sono numerosi i contesti in cui è esperienza concreta e fruibile da tutti, fin dall’infanzia. Ragionamento, immedesimazione, comunicazione: queste attitudini, necessarie per filosofare, sono competenze precoci, che i più piccoli sanno applicare nel loro dar vita al pensiero.

Per i bambini, la filosofia non è da considerarsi “cosa da grandi” quanto “qualcosa di grande” che, se proposto in modo coerente, offre lo spazio per una sfida significativa sul piano personale e relazionale. La filosofia con i bambini è possibile perché essi sono genuini portatori di domande su se stessi, gli altri, il mondo. Il pensiero bambino, contemporaneamente magico, concreto e razionale, è potente perché intreccia la vita pratica, le abitudini e la routine, con i liberi e generosi giochi del pensare e con la fantasia.

Ecco allora un libro che nasce come un percorso laboratoriale per fare filosofia con i bambini: partendo da un testo filosofico semplificato, i bambini sono chiamati ad immergersi nella domanda filosofica su piani differenti e attraverso l’attivazione delle intelligenze multiple di ciascuno. Insegnanti, operatori e genitori sono invitati a vivere la medesima esperienza, filosofando con la testa e le mani all’interno delle stesse cornici e, richiesta talvolta ben più complicata, della stessa meraviglia.