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In 10 anni gli alunni con background migratorio potranno arrivare a un milione

Nell’aprile del 2023 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha certificato la presenza di 888.880 alunni con entrambi i genitori con background migratorio per l’anno scolastico 2022/23. A tale ritmo di crescita, si presume che in circa 10 anni si potrà arrivare al traguardo di un milione di alunni con background migratorio.

I ragazzi nati in Italia figli di immigrati sono passati da 577.071 nel 2020/21 a 588.986: quasi 12mila unità in più. Dalla prima rilevazione dell’a.s. 2007/08 ad oggi, il gruppo si è triplicato e rappresenta il 67,5% degli alunni con cittadinanza non italiana.

Più dei due terzi degli alunni censiti come italiani sono costituiti da seconde generazioni. La loro incidenza percentuale cresce in tutti i livelli scolastici, eccetto che nelle primarie.

Negli ultimi dieci anni gli alunni con background migratorio sono rimasti una componente stabile degli istituti tecnici, mentre si è ridotta la quota negli istituti professionali ed è cresciuta la presenza nei licei. Nell’a.s. 2021/22 sul totale degli alunni con background migratorio  il 32% frequenta infatti il liceo.

Il ritardo scolastico è ancora un aspetto problematico per gli studenti con CNI. Nel complesso, il ritardo fra i non italiani si è ridotto nel tempo. Tuttavia, le percentuali sono ancora molto elevate, soprattutto nelle scuole di secondo grado, dove quasi la metà degli studenti di origine immigrata è in ritardo di uno o più anni.

Infine altri due fenomeni che continuano a destare preoccupazione sono l’abbandono precoce degli studi e la lontananza dal sistema di istruzione/formazione/lavoro di questi ragazzi.

Per approfondire consulta il capitolo dedicato alla scuola del Ventinovesimo Rapporto sulle migrazioni 2023.