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Rimesse in Italia: il denaro in entrata supera quello in uscita

Comunicato stampa Fondazione ISMU

Milano, 9 settembre 2019

Fondazione ISMU rende noto che, secondo gli ultimi dati della World Bank, durante il 2017, l’Italia ha ricevuto 9,8 miliardi di dollari in rimesse dall’estero e – a sorpresa – ne ha inviate verso l’estero di meno: 9,3 miliardi. È chiaro che non si tratti solamente di rimesse di migranti e che i dati includano anche gli italiani temporaneamente all’estero (e gli stranieri temporaneamente in Italia); è tuttavia interessante notare come dal punto di vista degli scambi monetari tramite le rimesse, per l’Italia si sia registrato un guadagno. Tale trend a vantaggio dell’Italia in realtà dura da un triennio: nel 2016 infatti furono contabilizzate in 9,5 miliardi di dollari le rimesse percepite dall’Italia e in 9,2 miliardi quelle inviate, nel 2015 rispettivamente in 9,6 e 9,4 miliardi. Tale cambiamento è dovuto probabilmente sia a una minore disponibilità economica della popolazione immigrata a causa della crisi, sia al fatto che gli immigrati con maggiore anzianità migratoria hanno spostato il centro dei loro interessi, anche affettivi, dal Paese d’origine all’Italia, dove spendono e fanno investimenti economici. Inoltre non bisogna sottovalutare le maggiori recenti emigrazioni dall’Italia sia di italiani sia di stranieri con cittadinanza italiana, che hanno senz’altro contribuito ad aumentare il flusso di rimesse verso il territorio naziona

Figura 1. Rimesse dall’Italia e verso l’Italia in milioni di dollari. Anni 1980-2017

Fonte: elaborazioni ISMU su dati World Bank

Dal 2008 al 2017 in Italia il saldo netto delle rimesse rimane comunque negativo. Ma nonostante l’inversione di tendenza degli ultimi tre anni, in cui le rimesse ricevute hanno sempre superato quelle inviate per un totale di un miliardo di dollari, nell’ultimo decennio il saldo netto delle rimesse per l’Italia è stato comunque negativo per 30 miliardi di dollari. Infatti nei sette anni precedenti ‒ 2008-2014 ‒ le uscite dall’Italia sono state sempre superiori alle entrate, per un totale di 31 miliardi di dollari. Si segnala che la maggior quantità di rimesse realizzate dagli immigrati dall’Italia verso l’estero si è registrata tra il 2008 e il 2011.

L’Italia è al 15° posto nella classifica mondiale per rimesse percepite e al 17° per quelle inviate. Sempre secondo i più recenti dati della World Bank (2017), sebbene in termini assoluti l’Italia sia al 15° posto nel mondo per rimesse percepite e al 17° per rimesse inviate, in termini relativi scende al 133° posto per incidenza delle rimesse percepite sul totale del prodotto interno lordo (0,5%), mentre è al 104° per quelle inviate. In base ai dati del 2017 all’incirca un duecentesimo del prodotto interno lordo italiano viene oggi annualmente inviato all’estero. Chi “perde” di più secondo i dati del 2017, sotto il profilo delle rimesse inviate, sono invece il Lussemburgo (il 20,3%, ovvero più di un quinto del proprio prodotto interno lordo viene inviato all’estero dai migranti) e poi i tre Paesi del golfo persico: Oman (13,9%), Emirati Arabi Uniti (11,6%) e Kuwait (11,4%).

Chi guadagna invece di più dalle rimesse – prescindendo da alcuni Paesi più piccoli – sono l’Egitto (il cui 11,6% del pil deriva dalle rimesse dei migranti), l’Ucraina (11,4%), le Filippine (10,2%) e più a distanza il Pakistan (6,8%). Mentre in termini assoluti i Paesi da cui sono partite più rimesse nel 2017 sono stati ‒ nell’ordine ‒ Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Svizzera e Germania.

Tabella 1. Rimesse dall’Italia verso i Paesi con il maggior numero di residenti in Italia durante il 2017

Paese Rimesse annue totali

(in milioni di dollari)

Popolazione

residente

(media 1° gennaio – 31 dicembre)

Media

rimesse mensili procapite

(in dollari)

Nigeria 558 97.301 478
Egitto 305 116.139 219
Serbia 91 39.814 190
Cina 627 286.327 182
Senegal 226 103.572 182
India 326 151.611 179
Filippine 352 167.159 175
Brasile 92 46.716 164
Tunisia 171 93.930 152
Ghana 81 49.039 138
Sri Lanka 165 106.438 129
Ecuador 118 81.749 120
Marocco 547 418.591 109
Perù 127 98.245 108
Moldova 171 133.738 107
Polonia 118 96.395 102
Pakistan 132 111.201 99
Kosovo 46 40.858 94
Russia 33 36.873 75
Bulgaria 49 58.937 69
Ucraina 172 235.701 61
Romania 771 1.179.322 54
Bangladesh 83 127.198 54
Albania 267 444.436 50
Macedonia 18 66.658 23
Altri Paesi 3.609 867.555 347
Totale 9.256 5.255.503 147

Fonte: elaborazioni ISMU su dati World Bank e Istat

La maggior parte delle rimesse che giunge in Italia arriva dagli Stati Uniti. In base alle stime della World Bank risulta che lo stato da cui partono più rimesse per l’Italia sono gli Stati Uniti, seguiti da Germania, Francia e Canada. Per quanto riguarda le rimesse in uscita dall’Italia, i dati della World Bank pongono al primo posto a sorpresa la Francia davanti alla Romania e alla Cina, a cui seguono Nigeria e Marocco.

Rimesse dall’Italia verso l’estero: nel 2017 il primato va ai nigeriani. Nel 2017, tra i 25 Paesi con maggiore numero di residenti in Italia, al primo posto per invio di rimesse dall’Italia verso l’estero si colloca la Nigeria con il valore quasi inspiegabile – se non con il sommarsi di forti flussi finanziari a quelli di pure rimesse dei migranti – di ben 478 dollari medi mensili procapite, davanti all’Egitto (219), alla Serbia (190), alla Cina e al Senegal (182 entrambi); e con in coda Macedonia (23), Albania (50), Bangladesh e Romania (54), Ucraina (61), Bulgaria (69), Russia (75) e Kosovo (94).

Oltre all’inaspettato dato attribuibile ai nigeriani – e parzialmente anche a quello relativo agli egiziani –, stupisce il basso valore relativo ai cittadini ucraini, prevalentemente donne con obiettivi migratori fortemente legati al lavoro d’assistenza domiciliare e di risparmio e rimesse verso il Paese d’origine. Sicuramente in quest’ultimo caso l’invio delle rimesse avviene tramite canali informali, o sotto forma di beni, spesso inviati tramite pullman, furgoncini o corrieri che fanno la spola tra l’Italia e il Paese d’origine. Se il dato sui nigeriani è sicuramente fortemente incrementato da transazioni economiche[1], al contrario quello ucraino è sottostimato in assenza di contabilizzazione delle rimesse di tipo informale.

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[1] Allo stesso modo è comprensibile l’elevato valore (347 dollari di rimesse medie procapite al mese) attribuito all’insieme delle nazionalità minori in Italia, composte anche da cittadini di Paesi a sviluppo avanzato le cui rimesse sono in realtà probabilmente spesso redditi d’impresa o finanziari.

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[1] Allo stesso modo è comprensibile l’elevato valore (347 dollari di rimesse medie procapite al mese) attribuito all’insieme delle nazionalità minori in Italia, composte anche da cittadini di Paesi a sviluppo avanzato le cui rimesse sono in realtà probabilmente spesso redditi d’impresa o finanziari.