Progetto “Madri e figli rifugiati: Passare dall’accoglienza all’inclusione”
12 dicembre 2018
Global Compact for migration
12 dicembre 2018

L’ente promotore

PROGETTO QUID

Gli enti partner

Calzedonia Group S.p.A., NaturaSì e diverse altre aziende, Legambiente

Quando

Da aprile 2013 a oggi

Dove

la produzione avviene nella città di Verona. Inoltre progetto Quid gestisce sei negozi di cui due a Verona, ed i restanti a Vallese (VR), Bassano del Grappa, Mestre e Cadriano (BO); a livello nazionale, il brand è distribuito in circa un centinaio di negozi multi marchio.

Gli ambiti di intervento

  • Job creation e autoimprenditorialità
  • Tirocini ed accompagnamento al lavoro
  • Formazione e sviluppo professionale

Il target

Persone appartenenti a categorie vulnerabili, ad esempio ex tossicodipendenti, carcerati/ex carcerati, persone disabili, vittime di tratta, vittime di violenza domestica, richiedenti asilo e beneficiari di protezione.

L’obiettivo

Promuovere l’inclusione sociale e lavorativa di persone con trascorsi di fragilità allo scopo di favorirne l’inclusione sociale e l’empowerment individuale.

Le attività

Progetto Quid nasce dalla volontà di un gruppo di giovani, ed in particolare di una allora 25enne con background in ambito economico ed un percorso biografico segnato da trascorsi di fragilità, di creare un’attività ad impatto positivo sul territorio.

Nasce così una cooperativa sociale di tipo B, attiva nel campo della moda, in particolare nel confezionamento e nella vendita sia di abiti a marchio progetto Quid, sia di accessori multi-brand. I primi sono distribuiti prevalentemente attraverso un canale Business to Customer, ossia tramite sei punti vendita gestiti da Progetto Quid, più uno online https://shop.progettoquid.com/ oltre che attraverso 100 negozi multi-marchio. I secondi vengono invece commissionati a progetto Quid da altre aziende, che li distribuiscono tramite i loro canali di vendita.

Nel tempo Progetto Quid ha costruito sul territorio una rete informale di enti pubblici e del privato sociale attivi nel campo dei servizi per l’impiego e del sostegno a diverse tipologie di fragilità.

È attraverso questa rete che sono individuate persone in cerca di impiego a cui viene proposto di entrare a far parte del progetto. Le persone con competenze sartoriali almeno elementari vengono generalmente inserite nelle attività di produzione, spesso tramite un tirocinio professionalizzante. La produzione di accessori, più semplice rispetto a quella degli abiti, consente ai meno esperti di affinare le proprie capacità tecnico-professionali. Chi non ha alcuna competenza in ambito sartoriale può invece svolgere mansioni di controllo qualità, stiro, imballaggio o logistica.

Le fonti di finanziamento

Nel 2013 è stato approvato un progetto proposto nell’ambito di un bando di finanziamento. Insieme ad una raccolta di fondi privati, ciò ha consentito l’avvio di un’attività generatrice di reddito. Dal 2016 progetto Quid si autosostiene. Allo scopo di conseguire obiettivi specifici, vengono talvolta realizzate attività di fundraising ad hoc.

I risultati ottenuti in termini quantitativi

Ad oggi i soci- lavoratori sono 106, di cui circa 30 svolgono una funzione manageriale o commerciale e circa 60 sono addetti all’attività produttiva. La quasi totalità di questi ultimi vive una condizione di particolare vulnerabilità. L’ 80% del personale è composto da donne. Sono rappresentate 16 nazionalità e circa il 50% delle risorse umane è costituito da migranti. L’età dei soci lavoratori va dai 19 ai 65 anni.

I risultati ottenuti in termini qualitativi

Un primo risultato positivo è di carattere economico: per il 2017 il fatturato risulta raddoppiato rispetto al 2016 ed ammonta a circa 1,9 milioni di euro. Ciò dipende dal successo commerciale dei prodotti a marchio Progetto Quid, che combinano valore estetico ed etico, oltre che dall’ampia rete di aziende che Progetto Quid ha costruito intorno a sé, composta da una decina di collaborazioni stabili nel tempo ed altre attivate di anno in anno in funzione di commissioni ad hoc.

Un altro elemento di successo è il basso livello di turn over dei lavoratori, inquadrati in una situazione professionale che tendenzialmente si stabilizza e rafforza nel tempo.

Grazie all’inclusione lavorativa i soci, spesso provenienti da situazioni di emarginazione sociale ed economica, ottengono un miglioramento del proprio benessere psicosociale. Possono infatti realizzare obiettivi di stabilità abitativa e familiare ed affrancarsi da situazioni di sfruttamento o abuso, legate alla dipendenza economica. Inoltre molto spesso migliora la percezione di sé e si innalzano i livelli di autostima.

I punti di forza

Progetto Quid si basa su una forte sinergia tra il settore profit e quello no profit, secondo una formula ancora assai poco diffusa in Italia.

I manager di Progetto Quid, inoltre, si impegnano a sostenere i soci lavoratori nella vita professionale, con grande attenzione all’intreccio tra inclusione lavorativa e sociale. Anche grazie ad un’intensa collaborazione con le realtà territoriali operanti per il supporto alla fragilità, stanno strutturando un programma per offrire ai soci lavoratori accompagnamento nell’affrontare questioni di ordine legale o burocratico o legate alla dimensione psicosociale o alla vita familiare.

Gli obiettivi di produzione, che devono necessariamente essere rispettati, sono tarati in funzione delle reali potenzialità dei soci lavoratori. Ciò permette di promuoverne la responsabilizzazione, pur nel rispetto della loro fragilità, oltre evidentemente a consentire la tenuta dell’attività commerciale.

Le criticità

La rapida crescita dell’attività produttiva e commerciale ha comportato la necessità di una costante revisione delle dinamiche organizzative e su questo piano sussistono ancora diverse criticità da affrontare per ottimizzare l’efficienza dei processi.

La gestione di un personale così variegato dal punto di vista demografico, della provenienza, ma soprattutto delle esigenze specifiche legate alle diverse forme di vulnerabilità, implica un alto grado di complessità. Per ora la questione viene affrontata efficacemente grazie ad un alto grado di flessibilità e capacità di problem solving nel management delle risorse umane. Ancora, tuttavia, mancano competenze professionali specifiche nel campo della gestione delle diverse tipologie di fragilità.

Per quanto riguarda l’inserimento in azienda dei richiedenti asilo e dei beneficiari di protezione, esistono diverse complessità. Non di rado l’ingresso in Progetto Quid coincide con la fuoriuscita del migrante dal sistema di accoglienza, il che implica una serie di criticità logistiche che si ripercuotono negativamente sul rendimento professionale. Inoltre, al di là delle barriere linguistiche e culturali che rappresentano ulteriori aspetti di complessità (specialmente nei casi in cui all’interno del sistema d’accoglienza non siano stati forniti validi strumenti di integrazione), l’inclusione socio-lavorativa di questa categoria risulta ostacolata dall’assenza di una rete sociale di riferimento. Ancora, se i portatori di altri tipi di fragilità sono riconosciuti come categoria debole e quindi la loro assunzione è agevolata da una serie di sgravi fiscali, lo stesso non vale per i beneficiari di protezione, che pure, in molti casi, sono persone rese vulnerabili da trascorsi estremamente difficili.

Le prospettive future

Progetto Quid ha da poco ampliato la propria sede produttiva, con il trasferimento dell’attività in uno stabile dotato di cento postazioni macchina. La prospettiva è quella di ampliare ulteriormente la rete di collaborazioni in ambito commerciale, avviare un nuovo negozio ed assumere dieci nuovi lavoratori ogni anno.

È intenzione della cooperativa rafforzarsi anche sul piano delle professionalità a disposizione a livello di management. In particolare, nei progetti a lungo termine, c’è quello di dotarsi di competenze professionali specifiche per il supporto ai soci lavoratori nell’affrontare le diverse problematiche di ordine sociale.

Aggiornato al 30.10.2018

@progettoquid

ULTERIORI MATERIALI