Convegno “Inclusione e cooperazione internazionale a tutte le latitudini”
9 settembre 2019
Progetto “Strada facendo”
9 settembre 2019

L’ente promotore

TERRA!ONLUS

è un’associazione impegnata dal 2008 su tematiche ambientali e di agroecologia

Gli enti partner

Al progetto hanno collaborato il Comune di Cerignola, la FLAI CGIL, l’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Cerignola e lo Sportello immigrazione “Stefano Fumarulo”.

Quando

Iniziato nel giugno 2018, il progetto è tutt’ora in corso

Dove

Territorio della Capitanata. In particolare, molti membri dell’orchestra provengono dal ghetto di Cerignola. I musicisti professionisti, invece, risiedono in diverse regioni italiane.

Gli ambiti di intervento

  • Job creation e auto-imprenditorialità
  • Rafforzamento delle competenze, alfabetizzazione ed educazione civica come strumenti per l’inserimento lavorativo
  • Diversity management e valorizzazione della diversità culturale e religiosa

Il target

Abitanti dei ghetti della Capitanata impegnati nel lavoro agricolo, spesso migranti e frequentemente vittime del caporalato.

L’obiettivo

Offrire un’opportunità di integrazione ai migranti segregati nel ghetto di Cerignola, spesso impiegati come braccianti nei campi, sensibilizzando al contempo le istituzioni e la società civile ai problemi legati allo sfruttamento nel lavoro agricolo.

Le attività

L’orchestra si compone di musicisti professionisti e dilettanti, tutti legati, a diverso titolo, al mondo agricolo. Si propone di far leva sul legame antropologico tra musica e agricoltura: in molte aree del mondo, il lavoro dei campi è tradizionalmente accompagnato dal canto dei contadini.

I musicisti dilettanti sono reclutati nei ghetti del territorio della Capitanata. Grazie al passaparola, l’associazione Terra Onlus fa circolare nel ghetto di Cerignola la notizia dell’esistenza di un’orchestra composta da braccianti agricoli, nonché della possibilità di farne parte attraverso il superamento di un’audizione. Grazie al supporto della FLAI CGIL di Foggia, l’informazione raggiunge anche altri ghetti della zona. Dopo una selezione iniziale, le audizioni proseguono, allo scopo di ampliare l’orchestra.

Le prove hanno luogo ogni due settimane a Foggia. I musicisti dilettanti provengono infatti da questo territorio e si ritrovano regolarmente per esercitarsi ed elaborare nuovi brani sotto la guida del direttore artistico del progetto. Molti dei musicisti professionisti risiedono invece in diverse zone d’Italia, seguono costantemente l’andamento delle prove ascoltandone le registrazioni e contribuiscono all’arricchimento del repertorio componendo nuovi pezzi o proponendo rielaborazioni dei brani ascoltati. E’ il direttore artistico che, grazie a un lavoro diffuso e continuativo, tiene le fila del gruppo. In occasione dei concerti l’orchestra si ritrova al completo per alcune giornate di lavoro intensivo, grazie a cui i musicisti si coordinano e studiano insieme gli arrangiamenti dei pezzi che verranno proposti al pubblico.

Il repertorio, che nel tempo diviene sempre più corposo, è composto sia da brani tipici della tradizione popolare italiana e pugliese, rivisitati ed arricchiti da suoni e ritmi legati ad altre culture, sia da brani tradizionali dei paesi d’origine dei musicisti migranti, sia da pezzi composti dai membri dell’orchestra. Questi ultimi affrontano soprattutto i temi dell’amore, della nostalgia per la famiglia e della vita nel ghetto. I brani mutuati dalla musica popolare italiana descrivono invece la vita e il lavoro nei campi, oppure sono canti di lotta che denunciano le condizioni di sfruttamento esperite dai braccianti. I testi sono in italiano, inglese, francese e in diverse lingue africane.

Le fonti di finanziamento

Il progetto è sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo e si inserisce all’interno del progetto “Voci Migranti”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

I risultati ottenuti in termini quantitativi

Ad oggi l’orchestra conta 14 musicisti, provenienti da Italia, Francia, Gambia, Ghana, Nigeria, Libia, Tunisia, India e Stati Uniti. Di questi più della metà risiedono nel ghetto di Cerignola. Tutti i musicisti sono legati, a diverso titolo, al mondo contadino. La loro età varia dai 23 ai 50 anni.

Sono stati realizzati cinque concerti, molto apprezzati dal pubblico. Due hanno avuto luogo a Cerignola, due a Roma (di cui uno a Palazzo Chigi) e uno a Fasano.

I risultati ottenuti in termini qualitativi

I concerti sono stati realizzati sia in orario serale, con la partecipazione di un pubblico tendenzialmente adulto e legato alle realtà del terzo settore presenti sul territorio, sia al mattino, per promuovere la partecipazione degli alunni delle scuole secondarie. La reazione di questo pubblico, estremamente variegato sia in termini di provenienza sociale, sia a livello di sensibilità verso le questioni messe a tema dal progetto, è stata particolarmente interessante. Infatti le modalità espressive utilizzate dall’Orchestra, specialmente dai musicisti più giovani, di origine africana, hanno avuto molta presa sugli studenti delle scuole, attivando tra essi idee e atteggiamenti positivi rispetto alla diversità culturale e alla commistione tra universi e linguaggi differenti.

La possibilità di esprimere liberamente il proprio sentire e il proprio talento artistico davanti alla comunità da cui ci si sente abitualmente esclusi ha, per i musicisti provenienti dal ghetto, una rilevante valenza in termini di empowerment. Per queste persone l’Orchestra rappresenta quindi un’importante opportunità socio-ricreativa e di integrazione, oltre che la possibilità di incrementare le proprie entrate con un’ulteriore piccola fonte di reddito.

I punti di forza

Il coinvolgimento dei braccianti nel progetto è favorito dal forte radicamento dell’associazione Terra! Onlus nel ghetto di Cerignola. Grazie a ciò è possibile attivare ampi processi di passaparola e intercettare i migranti dotati di talento in ambito musicale ed espressivo.

Il progetto fa leva sulle potenzialità espressive della musica che, stimolando l’emotività delle persone, favorisce una comunicazione particolarmente immediata ed è in grado di infrangere numerose barriere culturali.

La denominazione “Orchestra dei braccianti” vuole enfatizzare il comune legame dei musicisti con il mondo agricolo e richiamare l’attenzione sul filo rosso che, attraversando la storia e le geografie del mondo, collega i destini di molti contadini, troppo spesso costretti a sottostare a gravi condizioni di sfruttamento.

Le criticità

Promuovere la collaborazione tra persone con background culturali differenti e, soprattutto, residenti in zone diverse, anche molto distanti tra loro, richiede un impegnativo lavoro di coordinamento.

Le prospettive future

Un obiettivo ambizioso perseguito dall’Orchestra dei Braccianti è partecipare al concerto che si tiene annualmente a Roma il primo maggio, accrescendo così notevolmente la visibilità del progetto e favorendo la risonanza dei temi affrontati.

Dato l’impatto decisamente positivo che i concerti hanno avuto sugli studenti, si intende realizzare una tournée in collaborazione con le scuole, allo scopo di favorire la riflessione dei giovani sui processi, spesso estremamente disfunzionali, che soggiacciono alla produzione e al consumo di alimenti assai comuni quali frutta, verdura e prodotti agro-alimentari.

Si sta inoltre lavorando per ampliare l’Orchestra a nuovi musicisti, residenti anche in altri ghetti del territorio della Capitanata, come ad esempio un ghetto abitato da lavoratori stagionali provenienti da paesi dell’Europa orientale. Un obiettivo è inoltre quello di coinvolgere alcune donne vittime di tratta, ma si tratta di un’operazione estremamente delicata da portare avanti in collaborazione con le associazioni anti-tratta di riferimento.

 

Aggiornato a maggio 2019