Rapporto UNHCR “Viaggi disperati”
31 gennaio 2019
Progetto “AwArtMali – Awareness raising and info through art on irregular migration risks in Mali”
4 febbraio 2019

L’ente promotore

TERRA! ONLUS

Gli enti partner

Cooperativa Altereco, Cooperativa Pietra di Scarto

Con il supporto di: FLAI CGIL, centro per l’impiego di Cerignola, Assessorato alle politiche sociali di Cerignola, Sportello Immigrazione Comune di Cerignola, associazione GhettoOut

Quando

Da febbraio 2018 a marzo 2019

Dove

Cerignola e il vicino ghetto di Tre Titoli, nell’area pugliese della Capitanata

Gli ambiti di intervento

  • Tirocini e accompagnamento al lavoro
  • Rafforzamento delle competenze, alfabetizzazione ed educazione civica come strumenti per l’inserimento lavorativo
  • Formazione e sviluppo professionale

Il target

Abitanti del ghetto di Tre Titoli, prevalentemente migranti e spesso vittime di caporalato.

L’obiettivo

Contrastare la segregazione abitativa, il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, attraverso l’avvio di percorsi di integrazione sociale ed economica all’insegna della legalità e coerenti con istanze di sviluppo territoriale.

Le attività

La selezione della maggior parte dei beneficiari è avvenuta tramite l’analisi dei curricula precedentemente stesi dal personale OIM operante all’interno del ghetto. Altri beneficiari sono stati selezionati nell’ambito della comunità senegalese di Cerignola, grazie all’associazione GhettoOut, ben radicata in questa realtà. Attraverso un incontro ad hoc, ai potenziali beneficiari è stato presentato il progetto nei suoi obiettivi e nelle sue modalità di svolgimento. Poiché non tutte le persone selezionate hanno aderito all’iniziativa, è stata condotta una seconda fase di selezione e proposta di adesione, fino alla costituzione definitiva del gruppo. Il processo ha puntato alla composizione di un insieme quanto più possibile eterogeneo in termini di fascia d’età, condizioni di anzianità migratoria e nazionalità. Il coinvolgimento sia di membri della comunità senegalese di Cerignola, maggiormente radicati nel contesto locale, sia di abitanti del ghetto, più intensamente colpiti da dinamiche di esclusione sociale, ha volto a promuovere, all’interno del gruppo, processi di trasmissione di capitale sociale.

Il progetto ha previsto innanzitutto il trasferimento dei partecipanti dal ghetto di Tre Titoli ad un alloggio all’interno del centro di Cerignola.

Successivamente, grazie al partenariato con le cooperative Pietra di Scarto e Altereco, sono state individuate alcune aziende, dedite all’agricoltura biologica, interessate a collaborare al progetto ospitando tirocini formativi. Nella scelta delle aziende si è dato grande rilievo al criterio del rispetto della normativa del lavoro.

Sono stati poi organizzati dei gruppi di discussione per approfondire i fabbisogni delle aziende e le potenzialità, esperienze pregresse e aspirazioni dei beneficiari. Le informazioni raccolte hanno consentito di tarare le attività successive (formazioni e matching tra azienda e tirocinante) sulle reali esigenze e aspettative degli attori in gioco.

Sono stati quindi avviati 9 tirocini, della durata di 10 mesi. Le borse di tirocinio, attivate dal Centro per l’Impiego, sono state finanziate dal progetto.

Parallelamente sono state organizzate una serie di attività formative di gruppo, distribuite su sei giornate mensili lungo tutto l’arco dei tirocini, per una durata complessiva di circa 150 ore. Le formazioni si sono ampiamente basate su metodologie didattiche di carattere laboratoriale. Gran parte della formazione ha riguardato temi agronomici e tecniche di agricoltura biologica. Inoltre, grazie alla collaborazione con FLAI CGIL di Foggia, sono stati organizzati degli incontri di sensibilizzazione sui diritti dei lavoratori. Infine, alcuni laboratori che hanno coinvolto sia tirocinanti sia aziende sono stati condotti da esperti di marketing e comunicazione, che, oltre a trasmettere diverse competenze fondamentali in questo ambito, hanno guidato la co-progettazione di un prodotto agroalimentare, ossia un trasformato di broccoli e cime di rapa, del relativo brand e della strategia per la sua commercializzazione.

Le fonti di finanziamento

Fondo di Beneficienza Intesa San Paolo

I risultati ottenuti in termini quantitativi

9 persone sono state coinvolte nell’attività di formazione e nel tirocinio; i tirocinanti sono stati inseriti all’interno di 5 differenti aziende.

Non è ancora possibile sapere quanti dei tirocini sfoceranno in un’assunzione, ma, nel contatto con le aziende, si sta agendo in favore del raggiungimento di questo obiettivo.

A breve saranno messi in commercio 4000 vasetti di battuto di broccoli e cime di rapa, il prodotto elaborato attraverso il processo di co-progettazione portato avanti da aziende e beneficiari. I proventi delle vendite saranno reinvestiti per garantire la continuità del rapporto lavorativo al termine del tirocinio.

I risultati ottenuti in termini qualitativi

Il progetto ha avuto un rilevante impatto a livello sociale. Le attività si sono sviluppate in un contesto fortemente impreparato ad accogliere la diversità etnica, nonché caratterizzato da una scarsa cultura della legalità. Ad esempio, l’attività di ricerca di un’abitazione per i migranti prima alloggiati nel ghetto si è rivelata estremamente faticosa. Infatti è stato molto difficile reperire un alloggio, in condizioni idonee, il cui proprietario fosse disponibile ad ospitare persone di origine africana, stipulando con loro un regolare contratto di locazione. In questa cornice, l’esperienza di inserimento sociale e lavorativo condotta grazie al progetto ha contribuito a modificare, nella comunità locale, la percezione dei migranti e della loro posizione nella società, mostrando come una loro inclusione, promossa all’insegna della legalità, possa avere risvolti positivi in termini di sviluppo locale. Interessante anche il risultato ottenuto attraverso il processo di co-progettazione tra aziende, condotto in un contesto in cui è assai inusuale la cooperazione tra realtà produttive del territorio.

L’impatto sul territorio è stato favorito dal processo di interlocuzione portato avanti da Terra! Con le istituzioni regionali e locali e con le realtà del terzo settore del Cerignolano. Inoltre, Terra! è entrata a far parte della consulta territoriale per l’immigrazione, di cui fanno parte anche associazioni come Libera, la Chiesa Valdese e numerosi SPRAR della zona.

I punti di forza

Lo special rapporteur delle Nazioni Unite per le moderne forme di schiavitù ha inserito questo progetto all’interno della sua relazione annuale. Dopo aver visitato i luoghi in cui si sono svolte le attività e aver condotto approfondite interviste con i beneficiari e le aziende, lo ha infatti descritto come una delle esperienze più interessanti a livello nazionale. In particolare è stato indicato come punto di forza del progetto il suo approccio olistico, in grado di contrastare l’emarginazione sociale e lo sfruttamento lavorativo agendo su vari versanti: abitativo, sociale ed economico e promuovendo al contempo una forma di sviluppo del territorio sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Le criticità

Lo svolgimento delle attività progettuali è ostacolato da una serie di fattori contestuali, quali la tendenza ad adottare pratiche illegali, il radicamento della criminalità organizzata e la diffusione di stereotipi negativi e di pregiudizi circa la figura del migrante.

La collaborazione con il settore pubblico, in particolare con i centri per l’impiego, ha comportato qualche criticità in termini di inefficienze burocratiche e amministrative.

Le prospettive future

Dopo la conclusione del progetto, si intende proseguire l’accompagnamento dei beneficiari verso un’integrazione sempre più piena, ad esempio tramite il potenziamento delle competenze professionali, la partecipazione a corsi per il conseguimento della licenza di guida o il sostegno nella ricerca di una situazione alloggiativa autonoma e coerente con le auspicate possibilità economiche legate al lavoro agricolo.

Con eventuali nuove progettualità, inoltre, si mirerà ad ampliare il numero di persone fuoriuscite dal ghetto e coinvolte in processi di integrazione nella comunità locale.

Aggiornato al 31.1.2019