ELENCO DI ESPERIENZE DI AFFIDO FAMILIARE IN ITALIA. CLICCA QUI PER CONSULTARE

Di seguito la descrizione di alcune esperienze.

  • Comune di Mugnano, Never Alone, Fondazione Cariplo, Cidis Onlus

    Comune di Mugnano, Never Alone, Fondazione Cariplo, Cidis Onlus

    Bando Never Alone, il Comune di Mugnano ammesso al finanziamento. L’Ente ha ottenuto i fondi, stanziati da diverse Fondazioni, grazie al progetto Mai più Soli presentato in collaborazione con Cidis Onlus. L’obiettivo è quello di rafforzare l’attuale sistema di accoglienza dei minori stranieri che arrivano in Italia non accompagnati. Il progetto, che avrà la durata di 36 mesi, intende quindi promuovere l’inserimento dei minori in famiglia e, per i ragazzi tra i 17 e i 19 anni, sperimentare un percorso di accompagnamento all’autonomia attraverso il cosiddetto alloggio leggero.

  • Affido Familiare, Diventare Grandi Caritas Ambrosiana

    Affido Familiare, “Diventare Grandi” Caritas Ambrosiana – Milano, Varese, Lecco, Rho, Monza, Melegnano, Sesto

    Da alcuni anni Caritas Ambrosiana si sta occupando del tema dei minori non accompagnati e nel dicembre 2015 ha promosso “Diventare Grandi” una campagna di sensibilizzazione finalizzata ad aiutare nel percorso verso l’autonomia sia ragazzi che hanno famiglie di origine fragili e hanno vissuto esperienze di accoglienza in comunità, sia questi ragazzi di origine straniera soli. Ogni Caritas Zonale coordina le Caritas Decanali (71) per favorire un collegamento con la Caritas Ambrosiana. Ogni Caritas Decanale promuove le Caritas Parrocchiali (854) che hanno il compito di animare la carità nelle comunità parrocchiali.
    Caritas Ambrosiana invita le Caritas parrocchiali e le Comunità locali a promuovere la nascita e lo sviluppo di esperienze di accoglienza e solidarietà familiare per ragazzi stranieri non accompagnati, attraverso percorsi differenziati di accompagnamento individuale che supportino i giovani da un punto di vista relazionale, economico e lavorativo nel passaggio verso l’età adulta.

    I percorsi possibili sono:

    • l’affiancamento familiare a minori e neomaggiorenni accolti in comunità o inseriti in progetti di accompagnamento all’autonomia;
    • l’affido familiare;
    • l’accoglienza familiare dei neomaggiorenni.

    Riteniamo che offrire ad alcuni ragazzi la possibilità di essere accolti e sostenuti da una famiglia favorisca il loro accompagnamento all’autonomia e alla vita adulta attraverso la costruzione di relazioni privilegiate e significative centrali nel loro percorso di crescita e integrazione culturale.

  • Affido Eterofamiliare, Omoculturale ed Interculturale Potenziato, Cremona

    Affido Eterofamiliare, Omoculturale ed Interculturale Potenziato (da una forte presa in carico diurna), Associazione Il Girasole, Cremona

    La cooperativa Nazareth, mossa da una forte propensione alla sperimentazione ed alla coprogettazione con l’ente locale e con gli altri soggetti del terzo settore, opera da quasi un decennio a Cremona nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, dapprima attraverso una comunità alloggio per minori e successivamente, dal 2008, mediante forme sperimentali (ed ora entrate a sistema) di affidamento (eterofamiliare, omoculturale ed interculturale) potenziato da una forte presa in carico diurna attraverso il centro Giona e altri centri diurni sul territorio (quartiere Maristella e Castelverde) ed un decisivo lavoro di integrazione nel territorio (grande coinvolgimento del volontariato, dell’associazionismo locale e delle parrocchie. Tale forma articolata di accoglienza viene chiamata AFFIDO POTENZIATO.
    Il lavoro della cooperativa Nazareth, condiviso, progettato e realizzato in forte sinergia con il Comune di Cremona e con la professionalità di altri enti gestori (principalmente Servizi per l’accoglienza, Sentiero, L’Alternativa, ecc.) si sta orientando verso la costruzione di un sistema integrato di accoglienza: realizzato attraverso affido potenziato (eterofamiliare e parentale), comunità alloggio per minori.

  • Associazione Una Famiglia per Amico

    Associazione Una Famiglia per Amico, Messina

    L’associazione collabora con il Centro Affidi del Dipartimento Politiche Sociali di Messina per organizzare laboratori di sensibilizzazione e di formazione inerenti l’affido familiare dei MSNA.

  • Servizio Sociale Minori, ASP, IRIDeS, Bologna

    Servizio Sociale Minori, ASP, IRIDeS, Bologna

    Il Servizio MSNA, in collaborazione con l’equipe affidi del Centro per le Famiglie, intende promuovere tale forma di accoglienza, attraverso l’attivazione di percorsi di sensibilizzazione specifica , e la ricerca, la formazione e la valutazione delle famiglie ( coppie o single) disponibili che maggiormente potrebbero rispondere alle esigenze di tali minori, siano esse italiane o straniere.
    Nei primi mesi del 2013 è stata attivata una prima fase del progetto che ha visto l’incontro con alcune Comunità di cittadini stranieri, un evento pubblico di discussione + proiezione film, la distribuzione di volantini sul tema
    Come tutti i minori, e più di altri, i ragazzi stranieri necessitano di essere accolti in un contesto per loro rassicurante e accogliente, in cui poter ricostruire “un ponte” per collegare ciò che lasciano a ciò che trovano.
    A tutti coloro che si avvicinano ai MSNA, siano essi educatori delle Comunità , operatori dei Servizi, famiglie accoglienti, tutori volontari viene richiesta una disponibilità all’altro e alle sue storie in cui far entrare la diversità intesa come valore, scambio, crescita comune.
    Più precisamente potremmo evidenziare alcune caratteristiche
    Spazio e disponibilità mentale per accogliere e accompagnare il bambino/ragazzo all’autonomia; Capacità di costruire buone relazioni; Affettività, incoraggiamento, protezione, tolleranza; Regole e contenimento; Rispetto della sua storia; Coinvolgimento emotivo; Capacità di mettersi in gioco; Capacità di affrontare le frustrazioni anche in relazione alla fattibilità dei percorsi di inserimento

  • Bologna a braccia aperte. Comunicare l’accoglienza familiare

    Accogli un bambino e sostieni la sua famiglia.

    Accogliere è dedicare tempo a bambini/e o ragazzi/e e accompagnarli nel loro percorso di crescita personale. Si può declinare in diversi modi: affiancamento, affido di bambini anche molto piccoli, accoglienza di minori stranieri non accompagnati… Sono ancora troppo pochi i cittadini e le cittadine che lo sanno, per esempio che non occorre essere una coppia per partecipare a un progetto di accoglienza. Anche i single possono farlo.

    Per questo ASP e Comune di Bologna hanno raccolto a livello locale la campagna A braccia aperte lanciata nell’autunno 2015 dalla Regione Emilia Romagna per la sensibilizzazione e la promozione dell’affido e dell’accoglienza familiare.

    Insieme a noi di Open Group e all’associazione di mediatrici culturali Amiss, ASP ha avviato a settembre un progetto sperimentale, che ha affidato ad una serie di laboratori, che hanno coinvolto famiglie affidatarie e affidanti, il compito di mettere a fuoco le idee, le parole e le immagini necessarie per diffondere capillarmente tra le persone informazioni corrette sull’accoglienza.

    Open Group (che da più di 30 anni lavora nel settore dell’accoglienza familiare) si è occupata in particolare di trasformare gli input frutto del lavoro laboratoriale in testi e elaborati grafici che sono confluiti in un pieghevole e 4 segnalibri informativi che saranno diffusi su tutto il territorio cittadino. In aprile organizzerà una giornata nella sua sede con ospiti, testimonianze e riflessioni sul tema. L’evento sarà preceduto da una serie di trasmissioni radiofoniche in diretta sulle frequenze di Radio Città del Capo.

    Amiss guida invece un progetto pilota che si concentra sulla ricerca di tutori volontari che accolgano con forme di ospitalità speciali ragazzi minori stranieri che sono presenti in Italia da soli.

    Nel corso del 2017 saranno realizzati incontri di informazione e sensibilizzazione con associazioni, gruppi formali e informali di cittadini, comunità religiose per coinvolgere il maggior numero possibile di persone di età, origini e nazionalità diverse per favorire forme diverse di accoglienza.

    Per ogni informazione:

    Centro per le famiglie – ASP Città di Bologna, via del Pratello 53 (BO)
    tel. 331 171 55 27, affidoaccoglienza@aspbologna.it

    Open Group – Anna Braca, tel. 320 171 02 30, info@affido.org, www.affido.org

    Amiss – Associazione di mediatrici interculturali, tel. 051.0827324

    Ecco il testo emerso dal lavoro dei due laboratori, condotti da ASP, che si sono tenuti nell’autunno 2016. Il primo era costituito da operatrici, famiglie affidatarie e affidanti, volontari, rappresentanti di Open Group e Amiss. Il secondo riuniva anche aderenti ad associazioni interessate al percorso di accoglienza.

    Bologna a braccia aperte – Accogli un bambino, sostieni la sua famiglia
    Per far crescere un bambino è necessario l’aiuto di tutti. Oggi sono tante le famiglie con bambini e ragazzi che si trovano temporaneamente in difficoltà. Scegli l’accoglienza familiare. Scegli l’affido o l’affiancamento familiare.

    Perché accogliere?

    Perché vicino a noi ci sono famiglie che hanno bisogno del nostro sostegno per superare un periodo difficile e ci si può rendere utili dedicando tempo ed energia a seconda delle proprie capacità e disponibilità. L’impegno richiesto è flessibile, da misurare insieme.

    Cosa possiamo fare?

    Chi accoglie, in collaborazione con i Servizi Sociali, accompagna il bambino e il ragazzo nel suo percorso di crescita personale e si propone come riferimento concreto e affettivo nella quotidianità. L’accoglienza è temporanea, le relazioni di scambio e reciprocità invece restano nel tempo, in maniera spontanea.

    Possiamo aiutare un bambino o un ragazzo nello svolgimento dei compiti, accompagnarlo ad attività sportive o ricreative, affiancarlo nel tempo libero facendogli vivere nuove esperienze.

    Possiamo affiancare un bambino e la sua famiglia aiutandoli nella gestione pratica di alcuni momenti della giornata, sostenendo il bambino, i genitori e il loro legame. Possiamo accogliere, attraverso l’affido, bambini o ragazzi provenienti da famiglie che temporaneamente non sono in grado di occuparsi di loro, per offrire la possibilità di creare legami affettivi significativi.

    Possiamo accogliere temporaneamente anche bambini molto piccoli (0-6 anni) attraverso un progetto specifico, il Progetto Cicogna, che prevede la frequenza giornaliera del piccolo in una struttura simile ad un asilo in cui una équipe specializzata lo seguirà insieme al nucleo affidatario per tutto il percorso di accoglienza.

    Possiamo aprire la nostra casa a un ragazzo straniero, solo, che ha lasciato la sua famiglia e il suo paese con la speranza di poter trovare un futuro migliore. Queste accoglienze hanno una durata definita, la prospettiva è il raggiungimento della maggiore età. L’accoglienza dunque si può tradurre in differenti modi: l’affiancamento familiare, l’affidamento, l’affidamento di bambini molto piccoli (Progetto Cicogna) e l’accoglienza di ragazzi stranieri soli sul territorio italiano (MSNA).

    Chi può accogliere?

    Non esistono vincoli a priori: persone singole, coppie con o senza figli, anche non sposate. Senza limiti di età e nazionalità. È previsto un percorso di formazione specifico per ogni progetto di accoglienza.

    VOLANTINO ILLUSTRATIVO

  • Progetto Vesta, Cooperativa Sociale Camelot, Bologna

    Progetto Vesta, Cooperativa Sociale Camelot, Bologna

    Il progetto Vesta è concepito per integrarsi all’interno del sistema italiano di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).

    Il progetto mira a coinvolgere principalmente rifugiati neomaggiorenni, una categoria in aumento e particolarmente fragile perché esce da progetti protetti per minori e si trova ad affrontare la vita adulta lontano dalla propria famiglia. Inoltre i neomaggiorenni rappresentano per gli ospitanti un’ulteriore garanzia, perché hanno già trascorso una prima fase del percorso di integrazione in strutture territoriali, monitorate e, per età e necessità, hanno dimostrato di poterlo proseguire in un contesto familiare. Vesta riconoscerà una quota economica alla famiglia pari a 350 euro al mese. Il progetto ha inoltre la volontà di creare una comunità fra le persone coinvolte dell’accoglienza, attraverso attività ricreative, culturali e sportive, e tutte quelle azioni che possono generare legami e promuovere pratiche sostenibili, come la creazione di un gruppo di acquisto solidale. Vesta, attraverso la Cooperativa Sociale Camelot, si fa carico degli aspetti burocratici, amministrativi e legali dell’accoglienza e mette a disposizione l’esperienza decennale di un’équipe di professionisti in grado di affiancare gli ospitanti in tutte le tappe del percorso e di rispondere alle loro esigenze.  Il progetto Vesta viene sviluppato e coordinato in collaborazione con le Pubbliche Amministrazioni, le Prefetture, il Ministero dell’Interno, e con le realtà del Terzo Settore.

    Il progetto Vesta si avvale dei professionisti della cooperativa Camelot, operatori e case manager, assistenti sociali, psicologi e avvocati, con pluriennale esperienza nel campo dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti richiedenti asilo e rifugiati. La cooperativa Camelot, da oltre dieci anni, è impegnata in Emilia-Romagna nell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, adulti e minori, gestendo con professionalità qualificate progetti SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), FER (Fondi europei per i rifugiati), FAMI (Fondo asilo migrazione e integrazione) e le diverse tipologie di accoglienza emergenziale che si sono susseguite in questi anni.

    Camelot lavora per sviluppare l’autonomia dei richiedenti asilo, garantendo la sicurezza delle comunità che li accolgono. La migrazione di persone richiedenti protezione internazionale è un fenomeno sociale che, in forme diverse, coinvolge tutti.

    Il progetto Vesta vuole offrire ai Comuni e ai cittadini una nuova opportunità, qualificata e strutturata sul contesto italiano, per costruire comunità sempre più integrate, innovative e sicure.
    Esso oltre a essere un’ulteriore opportunità di accoglienza per i Comuni, rappresenta anche un importante contributo per l’integrazione, in cui le famiglie e il singolo cittadino, si possono attivare in prima persona.