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Logiservice S.a.s. – Emilia Romagna

1) Nome e ragione sociale dell’impresa: Logiservice SAS

2) Ubicazione dell’impresa: Reggio Emilia (RE)

3) Settore di attività: multi-servizi

4) Tipologia di servizi e/o prodotti: assistenza fiscale e sindacale, servizi di traduzione e mediazione, spedizione e movimentazione merci, punto Enel.

5) Numero totale di collaboratori: 52

6) Numero totale di collaboratori immigrati: 10

7) Numero totale di tirocinanti immigrati: nessuno

8) Numero di eventuali collaboratori rifugiati e/o richiedenti asilo: 1 richiedente asilo

9) Numero di eventuali tirocinanti rifugiati e/o richiedenti asilo: nessuno

10) Applicazione di dispositivi/iniziative istituzionali a favore dell’integrazione lavorativa e dello sviluppo professionale dei migranti: NO

11) Inquadramento delle pratiche di inclusione e valorizzazione lavorative dei migranti in modelli di business e/o strategie competitive socialmente responsabili: Il titolare, Wise Apasu, italiano di seconda generazione e figlio di un imprenditore ghanese, ha lanciato un modello di business basato sul diversity advantage. Dal 2011 ha impiegato personale con diversa origine geo-culturale (Ghana, Francia, Marocco, Egitto) e con elevate competenze linguistiche, tanto da riuscire a far diventare la sua impresa un punto di riferimento per i cittadini stranieri residenti a Reggio Emilia: parlando la stessa lingua è più facile per loro comprendere e cogliere le opportunità legate ai servizi offerti.

12) Sviluppo di iniziative in cooperazione con altri soggetti, e/o partecipazione a reti strutturate di collaborazione, per l’integrazione lavorativa e lo sviluppo professionale dei migranti: SI. Partnership con figure professionali per consulenza e assistenza sull’accesso e l’intermediazione al lavoro per le persone straniere.

13) Azioni/iniziative fondamentali di diversity management a favore dei migranti: Grazie alle competenze linguistico-culturali dei propri dipendenti con background migratorio, l’azienda ha potuto implementare le seguenti azioni a favore di un’utenza di origine straniera. Tali progetti rientrano in una visione del Diversity Management, finalizzata ad ampliare e diversificare la propria clientela (customer acquisition strategies). A titolo di esempio si citano:

PROGETTO MOTHERLAND: rivolto ai cittadini di origine straniera, per abbattere il deficit linguistico-culturale e superare ogni tipo di ‘gap’, che sia tecnologico (uso di internet), di complessità amministrativa (impossibilità di fruire di servizi per incapacità nell’espletamento di iter e raccolta documenti), economico (accesso a consulenze specialistiche, quelle di avvocati e commercialisti).

PROGETTO MIGRANTI: progetto cofinanziato che mira a coinvolgere i migranti ospitati presso le strutture del quartiere Santa Croce in progetti di volontariato, studio e lavoro. Obiettivi: accrescere e sviluppare capacità ed abilità tecnico/lavorative, sociali ed educative (creando un collegamento tra la loro esperienza in accoglienza e le loro vite nel paese di origine).

14) Eventuali impatti già riscontrabili: I cittadini di origine straniera vengono messi nelle condizioni di poter usufruire pienamente di ogni risorsa che le istituzioni mettono a disposizione e vengono guidati a rapportarsi in maniera adeguata con le leggi e i regolamenti. Ne consegue che anche i cittadini autoctoni percepiscano il valore aggiunto di queste persone per la società nel suo complesso e l’ incremento del capitale sociale del territorio. Si ribalta, dunque, lo stereotipo comune che li vede come un peso per la collettività.