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Fact sheet “Aspetti differenziali nelle richieste di asilo in Italia e nell’Unione Europea”

Al 1° gennaio 2015 l’Unione Europea contava 508,5 milioni di abitanti residenti e durante l’anno ha ricevuto 1,3 milioni di richieste d’asilo da parte di cittadini di stati extra-UE. Dodici mesi dopo, a fronte di 510,3 milioni di abitanti a inizio 2016, il numero di richieste d’asilo si è pressoché confermato (1,2 milioni), ma in questo contesto tra 2015 e 2016 sul totale comunitario si è accresciuta la gran parte di nuove domande poste in Germania (da 442mila a 722mila, dal 35% al 60% del totale UE) mentre si sono ridimensionati i contributi degli stati che seguivano in graduatoria.

Sia di Ungheria (28mila richieste nel 2016 ovvero l’84% in meno rispetto alle 174mila del 2015) e Austria (40mila, -53%), dopo la chiusura della rotta migratoria balcanica e delle frontiere interne europee, sia dei Paesi nordici storicamente impegnati Svezia in primis (22mila, ben l’86% in meno rispetto alle 186mila del 2015), Olanda (19mila, -55%), Belgio (14mila, -63%), Danimarca (6mila, -71%) e Finlandia (5mila, -84%), più nel silenzio mediatico e politico. Al tempo stesso si sono confermate ad Est Bulgaria (19mila domande nel 2016 contro 20mila nel 2015) e Polonia (sempre 10mila, invero in questo caso quasi tutte da stati ex sovietici e comunque su un valore assoluto ancora molto basso rispetto alla numerosità totale di “autoctoni”).

Autore: Alessio Menonna
Anno:
Editore: Fondazione ISMU
Tipologia: Fact sheet