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DMA Srl – Piemonte

1) Nome e ragione sociale dell’impresa: DMA Srl (www.dmatorino.it)

2) Ubicazione dell’impresa: produzione: Via Andorno 22, 10153 Torino – TO

3) Settore di attività: infrastrutture ferroviarie (Elettronica ed Elettrotecnica)

4) Tipologia di servizi e/o prodotti: DMA crea soluzioni per aiutare i clienti a realizzare prestazioni misurabili e miglioramenti di sicurezza nella loro rete. Vanta una vasta conoscenza di ogni tipo di ferrovia per progettare prodotti innovativi affidabili e costruiti per durare.

5) Numero totale di collaboratori: 65

6) Numero totale di collaboratori immigrati: 2

7) Numero totale di tirocinanti immigrati: /

8) Numero di eventuali collaboratori rifugiati e/o richiedenti asilo: 1

9) Numero di eventuali tirocinanti rifugiati e/o richiedenti asilo: /

10) Applicazione di dispositivi/iniziative istituzionali a favore dell’integrazione lavorativa e dello sviluppo professionale dei migranti: DMA non aderisce ai programmi specifici di formazione e inserimento lavorativo di rifugiati o titolari di protezione internazionale, ma è disponibile ad attivarne in futuro, qualora ci possano essere figure professionali interessanti da inserire nel proprio organico, ospitando risorse in tirocini finalizzati all’inserimento.

11) Inquadramento delle pratiche di inclusione e valorizzazione lavorative dei migranti in modelli di business e/o strategie competitive socialmente responsabili: L’inserimento di risorse straniere non è stato propriamente cercato, ma è avvenuto in modo abbastanza casuale tramite un contatto personale che ha presentato la risorsa facendo da mediatore. L’azienda offre servizi molto specializzati, ma nell’inserimento del lavoratore straniero è stata molto abile nel ritagliare una posizione specifica per la persona, ottenendo risultati positivi. In un secondo momento sono state però riscontrate difficoltà ad elevare il profilo professionale.

DMA ha aderito da poco alla Vetrina delle aziende responsabili del progetto CSR Piemonte, ma da anni si ispira a principi di rispetto e valorizzazione della risorse umane, non facendo distinzioni di provenienza o genere: le persone che hanno bisogno e voglia di lavorare sono accolte bene soprattutto se motivate e disponibili ad impegnarsi. In genere l’azienda preferisce inserire candidati con una buona conoscenza della lingua italiana e con una formazione tecnica e specifica. Alte professionalità come ad esempio ingegneri di qualsiasi natura, oppure matematici ed informatici sarebbero figure professionali utili per un ampliamento ulteriore dell’organico.

L’azienda ha negli anni sostenuto progetti di scolarizzazione in Kenja e le campagne di Libera. E’ in generale disponibile ad appoggiare e promuovere campagne di sensibilizzazione in materia di pari opportunità e sviluppo sostenibile.

12) Sviluppo di iniziative in cooperazione con altri soggetti, e/o partecipazione a reti strutturate di collaborazione, per l’integrazione lavorativa e lo sviluppo professionale dei migranti: DMA è un’organizzazione aperta a collaborazioni. Ha inserito un pakistano rifugiato tramite il contatto personale con un operatore che lavora con un CAS. L’esperienza è stata valutata positivamente e dopo un periodo di tirocinio di sei mesi, è stato inserito con regolare contratto a tempo indeterminato.

13) Azioni/iniziative fondamentali di diversity management a favore dei migranti: L’azienda non ha una policy strutturata in merito, ma la filosofia stessa dell’azienda è attenta alle differenze cercando il più possibile di accoglierle e valorizzarle. Nell’esperienza dell’inserimento della persona di origine pakistana è stata addirittura  ritagliata una posizione specifica che potesse essere funzionale. Inoltre nel corso degli anni il numero di impiegate donne è decisamente aumentato facendo attenzione alle esigenze legate ai tempi di conciliazione.

DMA è un’azienda con diverse tipologie di figure professionali, ci sono molte persone rumene, operai specializzati e ingegneri. Sono disponibili ad inserire altre persone nell’organico, purché motivate e specializzate.

14) Eventuali impatti già riscontrabili: Ci sono stati problemi organizzativi che l’azienda ha risolto con l’ascolto e con il dialogo, che è fortemente basato sul rispetto reciproco. Ci sono state difficoltà linguistiche e culturali:

–      la persona inserita ha conseguito la licenza media al CPIA durante il tirocinio, al termine del quale non ha più frequentato corsi per approfondire e migliorare le abilità di comunicazione. Ciò ha creato a volte difficoltà comunicative, che l’azienda ha superato con l’utilizzo dell’inglese come lingua veicolare, che anche se non  di livello perfetto ha reso la comprensione più immediata.

–      c’è stata un’inizialmente difficoltà da parte del lavoratore straniero ad accettare come responsabile una donna. La soluzione dell’azienda è stata di affidare ad un collega di sesso maschile il ruolo di mediatore, accompagnando il processo di accettazione. Attraverso la conoscenza reciproca e il dialogo, la relazione si è modificata trasformandosi  in un legame più stretto basato sul mutuo rispetto dei ruoli.

–      I problemi organizzativi legati al periodo del Ramadan e alla preghiera del venerdì sono stati risolti grazie all’intenzione reciproca di collaborare e alla capacità di modulare le esigenze aziendali con quelle del lavoratore, nel rispetto reciproco di esigenze e culture di  appartenenza.