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Cooperativa Sociale Quid – Veneto

1) Nome e ragione sociale dell’impresa: Cooperativa Sociale Quid

2) Ubicazione dell’impresa: Avesa (VR) con negozi a Verona, Bassano del Grappa, Mestre e provincia di Bologna

3) Settore di attività: abbigliamento – commercio

4) Tipologia di servizi e/o prodotti: abiti – accessori di moda

5) Numero totale di collaboratori:  118

6) Numero totale di collaboratori immigrati: 50

7) Numero totale di tirocinanti immigrati: 7

8) Numero di eventuali collaboratori rifugiati e/o richiedenti asilo: 1 socio lavoratore richiedente asilo, 5 soci lavoratori con status di protezione

9) Numero di eventuali tirocinanti rifugiati e/o richiedenti asilo: 2 rifugiati, 4 donne con richiesta di permesso di soggiorno come vittime di tratta, 1 lavoratore con status di protezione

10) Applicazione di dispositivi/iniziative istituzionali a favore dell’integrazione lavorativa e dello sviluppo professionale dei migranti: No, ad oggi la cooperativa non applica dispositivi istituzionali, ma nell’orizzonte di sviluppo c’è l’intenzione di mappare le possibilità istituzionali sia a livello regionale, che nazionale.

11) Inquadramento delle pratiche di inclusione e valorizzazione lavorative dei migranti in modelli di business e/o strategie competitive socialmente responsabili: In qualità di cooperativa sociale l’inclusione di personale in stato di vulnerabilità è una core mission di Progetto Quid. L’attenzione non è esclusiva sulla popolazione migrante, ma negli ultimi anni l’inclusione di persone rifugiate o richiedenti asilo è diventata sempre più centrale.

12) Sviluppo di iniziative in cooperazione con altri soggetti, e/o partecipazione a reti strutturate di collaborazione, per l’integrazione lavorativa e lo sviluppo professionale dei migranti: Progetto Quid è inserito in una rete territoriale di altre realtà del privato sociale (Comunità Papa Giovanni XXIII, Sprar/Cas di Verona e provincia, associazioni di promozione sociale che operano per l’inclusione di persone in condizione di marginalità sociale, servizi sociali dei Comuni del veronese) con cui cooperano sia in fase di reclutamento che in fase di inserimento lavorativo e, successivamente, di integrazione complessiva nel tessuto sociale. In alcuni casi i soggetti di questa rete supportano l’integrazione lavorativa anche fornendo servizi (es: mediazione culturale) o supportando processi burocratici (es: richiesta di permesso di soggiorno).

Allo stato attuale si tratta però di una rete informale che si attiva – seppur in maniera virtuosa – per la gestione di specifici casi. Sono state formalizzate relazioni di partenariato e di collaborazione solamente per la partecipazione a bandi di enti locali e UE.

13) Azioni/iniziative fondamentali di diversity management a favore dei migranti: Hanno previsto una figura di affiancamento al percorso di inserimento lavorativo e sociale che svolgerà in maniera sistematica una serie di attività di supporto:

–        accompagnamento nelle richieste di permesso di soggiorno e cambio di statuto

–        facilitazione nell’accesso ai servizi del territorio (richiesta della residenza, scelta del medico di base, ricerca alloggio)

La stessa figura è anche responsabile dell’organizzazione di incontri di connessione con il territorio (incontri con consultorio, centri estivi per supportare le madri, bilancio famigliare) e di attività formative specifiche come la formazione al digitale.

Prevedono un’attività di affiancamento durante il percorso di tirocinio per permettere ai lavoratori migranti che hanno una competenza sartoriale artigianale sviluppata nei paesi di origine di tradurla in maniera efficace per la linea industriale. Oltre questo, stanno sondando la possibilità con la Provincia di Verona di sviluppare dei corsi di formazione in servizio in ambito tessile e sartoriale.

14) Eventuali impatti già riscontrabili: Al momento non hanno fatto una valutazione d’impatto sistematica. Stanno avviando una collaborazione con l’Università di Verona – Dipartimenti di economia per sviluppare degli strumenti di valutazione sistematica che applicheranno in un triennio di sperimentazione 2019-2021.