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BFD di Marco Farina Elettrodomestici SNC – Lombardia

1) Nome e ragione sociale dell’impresa: BFD di Marco Farina Elettrodomestici SNC

2) Ubicazione dell’impresa: Via Rossini, 102 Desio 20832 (MB)

3) Settore di attività: Commercio al dettaglio

4) Tipologia di servizi e/o prodotti: Elettrodomestici, materiali d’antenna,… di prima e seconda scelta. Sul territorio si differenziano per la seconda scelta, ovvero per la vendita di materiali difettosi deprezzati

5) Numero totale di collaboratori: Si tratta di un’impresa familiare composta da un totale di 7 persone, di cui: 4 familiari, 2 collaboratori, 1 richiedente asilo con contratto di apprendistato, e saltuariamente tirocinanti in alternanza scuola-lavoro attivati con un ITIS di Desio

6) Numero totale di collaboratori immigrati: 1 persona (Mashood Alhassan) ex-rifugiato, oggi con permesso di soggiorno; e 1 collaboratrice ad ore, una donna delle pulizie proveniente dall’Est Europa che ha un contratto di collaborazione per 4 ore alla settimana

7) Numero totale di tirocinanti immigrati: 0

8) Numero di eventuali collaboratori rifugiati e/o richiedenti asilo: 0

9) Numero di eventuali tirocinanti rifugiati e/o richiedenti asilo: 0

10) Applicazione di dispositivi/iniziative istituzionali a favore dell’integrazione lavorativa e dello sviluppo professionale dei migranti:

SI

Accordo formalizzato tra BFD Farina Elettrodomestici SNC e il Consorzio Comunità Monza-Brianza – CCB (www.comunitamonzabrianza.it/), un consorzio di cooperative sociali che opera nel territorio di Monza e Brianza con lo scopo di favorire l’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione, sia diretta che tramite le cooperative consorziate, di servizi socio-sanitari ed educativi e lo svolgimento di attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

L’accordo tra BFD Farina Elettrodomestici SNC e il Consorzio Comunità Monza-Brianza è stato sviluppato all’interno del “Progetto FAMI/Fra-Noi”, che ha avuto come ente capofila il Consorzio Farsi Prossimo al fine di favorire lo sviluppo dell’autonomia di quei soggetti titolari di protezione internazionale (Asilo) e/o di protezione sussidiaria (https://www.franoi.org/).

All’interno del “Progetto FAMI/Fra Noi”, il Consorzio Comunità Brianza ha sviluppato una rete di contatti a livello territoriale e ha fatto un’attività di scouting aziendale. Ha inoltre sviluppato un progetto di Housing sul territorio con la messa a disposizione di 4 posti per ospiti in uscita da progetti SPRAR con contratti di lavoro presso la residenza sociale Centro Botticelli di Lissone, e un appartamento di altri 4 posti disponibile a Ponte Lambro, nel comasco.

Il CCB si è dedicato principalmente alla creazione di opportunità di tirocinio per i beneficiari SPRAR di Monza e Desio (e a cascata anche ospiti in CAS grazie ai contatti precedentemente presi contestualmente alla Rete Bonvena). Gli obiettivi principali, che derivano dalle esigenze dell’equipe SPRAR (Monza e Desio) sono stati:

–        Comunicazione specifica dedicata ad aziende del territorio per sviluppare partnership e valorizzazione della responsabilità sociale di impresa;

–        Ricerca di posizioni di tirocinio e possibilità di formazione collaborando con diversi CFP, scuole di Milano ed hinterland;

–        Ricerca di posizioni di tirocinio più socializzante, in cui non sono richieste particolari skills al tirocinante, se non la motivazione e la necessità di “avvicinarsi” al mondo del “lavoro”.

L’accordo tra l’azienda BFD Farina Elettrodomestici prevedeva l’attivazione di un tirocinio ad una persona richiedente asilo presentata dal Consorzio Comunità Monza-Brianza all’azienda stessa. La CCB ha presentato a BFD Farina Elettrodomestici due persone; tra queste, a seguito di alcuni giorni di prova e di conoscenza reciproca la BFD Farina Elettrodomestici ha scelto Mashood Alhassan, in quanto, anche a seguito dell’osservazione in contesti informali, quali ad esempio il pranzo, gli è sembrata la persona giusta tra i due per loro, soprattutto per come si è posta a livello relazionale (mostrando rispetto, attenzione, evitando l’uso del telefonino durante il pranzo, etc.). E’ stato possibile stipulare un accordo per un incontro tra la proposta di tirocinio con agevolazione contributiva e l’aumento di esigenze lavorative presso la BFD Farina Elettrodometici. I primi 3 mesi di tirocinio sono stati a carico economico del progetto e della Comunità Monza-Brianza. I 3 mesi di tirocinio attivati con Mashood Alhassan sono successivamente stati estesi a 6 mesi, e poi ad 1 anno di tirocinio. Durante questo periodo BFD Farina Elettrodomestici ha dovuto compilare un foglio presenze, e Mashood Al Hassan veniva stipendiato direttamente dalla CCB. All’interno dell’azienda BFD Farina Elettrodomestici gli è stato assegnato un tutor che lo ha seguito durante il percorso di tirocinio. Mashood Alhassan e il tutor parlavano prevalentemente in inglese.

11) Inquadramento delle pratiche di inclusione e valorizzazione lavorative dei migranti in modelli di business e/o strategie competitive socialmente responsabili:

NO

La BFD Farina Elettrodomestici è una azienda familiare di piccole dimensioni esistente da 60 anni e fortemente radicata sul territorio brianzolo.

I titolari si definiscono persone solidali, profondamente laiche, ma con un retaggio culturale cattolico. Ammettono tuttavia di far fatica a dare continuità all’azienda in modo vitale.

La loro cultura di management di impresa non li vede impegnati in una definizione della propria strategia di impresa attraverso una modalità consapevole e razionale verso modelli di business sostenibili volti alla creazione di “valore condiviso” sia economico che sociale, o a modelli di cittadinanza d’impresa. Ma il progetto di accoglienza e il tirocinio attivato con Mashood Alhassan rappresenta per loro motivo di orgoglio e di solidarietà e partecipazione sociale. Si sposa inoltre bene con loro scelte personali e aziendali (la sostenibilità anzitutto economica dell’impresa), e ad un forte radicamento al territorio, che si manifestano ad esempio anche attraverso l’adesione a GAS, ad associazioni di volontariato locale, etc.

12) Sviluppo di iniziative in cooperazione con altri soggetti, e/o partecipazione a reti strutturate di collaborazione, per l’integrazione lavorativa e lo sviluppo professionale dei migranti:

SI

A partire dall’emergenza Nord Africa del 2011, infatti, il Consorzio Comunità Monza-Brianza insieme alle cooperative consorziate, concorre allo sviluppo del progetto di accoglienza per persone richiedenti protezione internazionale nella provincia di Monza e Brianza, creando un sistema di accoglienza diffusa, che ha consentito una partecipazione attiva del territorio stesso, condivisa e proporzionale alle sue capacità. La persona accolta è soggetto di un percorso, supportato da uno staff che comprendente diverse figure professionali, che lo conduce all’acquisizione di conoscenza e consapevolezza rispetto al proprio iter giuridico della richiesta di asilo e di strumenti e competenze che ne favoriscano l’inserimento socio-lavorativo nella comunità ospitante.

I soggetti che hanno sviluppato questo sistema sono una rete di associazioni che dal 2014 rappresentano il RTI Bonvena (in esperanto significa Accoglienza), il più importante e grande ente per i servizi di accoglienza immigrati che opera in Brianza con il progetto SPRAR di Monza, e di cui il Consorzio Comunità Brianza è l’Ente Capofila. La Rete Territoriale Immigrati Bonvena ha l’obiettivo di garantire itinerari di integrazione ed un qualificato servizio di accoglienza alle persone straniere richiedenti asilo in Italia. Alla Rete Bonvena aderiscono una trentina di imprese sociali, cooperative, associazioni, enti ecclesiali; ma collabora anche con imprese e Istituzioni pubbliche e private del territorio. In circa 5 anni di attività ha accolto più di 3000 persone che hanno potuto usufruire dei servizi della rete Bonvena: corsi di italiano, accompagnamento socio sanitario, attività di volontariato e partecipazione ai programmi di utilità sociale. Inoltre, grazie al fondo Hope, volontariamente costituito dal Consorzio Comunità Monza-Brianza, ha potuto offrire ai beneficiari la possibilità di borse lavoro e di studio, corsi professionali, tirocini per l’avviamento al lavoro.

Il Consorzio Comunità Monza-Brianza era cliente dell’azienda BFD Farina Elettrodomestici, in quanto compravano dall’azienda prodotti di seconda scelta. I titolari dell’azienda vedevano con una certa frequenza il referente degli acquisti accompagnato da alcuni ragazzi stranieri, e hanno di conseguenza chiesto informazioni rispetto alle attività del CCB. Hanno apprezzato, e di conseguenza il presidente del CCB ha proposto a BFD Farina Elettrodomestici un inserimento di un richiedente asilo con tirocinio.

Mashood Alhassan ha 28 anni ed è originario del Ghana. Vive a Monza, presso la casa-famiglia Taccona, con altre 8 persone. Da Monza a Desio per andare a lavorare si muove in bicicletta.

Il 1° inserimento è stato formalizzato a dicembre 2016. Dopo il 1° anno di tirocinio, nel gennaio 2018, Mashood Al Hassan è stato assunto con contratto di apprendistato di 32 ore settimanali; ha liberi il lunedì e il mercoledì mattina, e il venerdì pomeriggio (così da conciliare con sue esigenze religiose). Il suo ruolo è molto manuale: si occupa prevalentemente della riparazione dei prodotti, e talvolta delle consegne, ma sempre accompagnato da qualcun altro dell’azienda. Ha relativo contatto con il pubblico in quanto da solo non è completamente autonomo per questioni linguistiche. Il suo livello di istruzione è elementare; parla walof e inglese.

Anna Farina gli fa qualche lezione di italiano durante la pausa pranzo per aiutarlo a migliorare.

13) Azioni/iniziative fondamentali di diversity management a favore dei migranti:

BFD Farina Elettrodomestici, trattandosi di una piccola impresa a gestione familiare, i titolari non hanno mai neppure sentito parlare di Diversity Management.

Tuttavia, per sensibilità personale, la titolare (Anna Farina) dedica parte del suo tempo a Mashood Alhassan per fargli delle lezioni di italiano durante la pausa pranzo, al fine di aiutarlo a migliorare le sue competenze linguistiche che si mostrano ancora deboli.

Inoltre, per la stessa sensibilità interculturale mostrata, hanno convenuto a lasciargli il venerdì libero, in quanto Mashood Alhassan è musulmano. Danno inoltre a Mashood Alhassan la possibilità di pregare in una stanzetta, utilizzando un suo tappetino secondo le sue esigenze. Si preoccupano della sua salute durante il periodo di Ramadan, in quanto anche quando fa le consegne non beve mai durante il giorno.

La titolare dell’azienda, insieme all’associazione Abbracciebaci, ha organizzato un incontro pubblico presso la COOP di Desio a gennaio 2018, in cui, di fronte alla giornalista del Fatto Quotidiano e ai clienti clienti COOP, Mashood Alhassan, con l’aiuto di un traduttore inglese- italiano, ha raccontato cosa gli era successo in Libia, i drammi vissuti (carcere, etc.),…

A volte i titolari organizzano con lui dei pranzi, e gli danno la possibilità di cucinare ghanese, favorendo la conoscenza e lo scambio interculturale.

Per obbligatorietà legislativa in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro Mashood Alhassan ha dovuto svolgere il corso obbligatorio sulla sicurezza. Ha seguito il corso sviluppato con l’Unione Commercio, organizzato per una classe di 15 persone. Per i suoi limiti linguistici è tuttavia difficile che abbia capito o imparato molto.

14) Eventuali impatti già riscontrabili:

·       La valutazione complessiva del percorso è sicuramente positivo, anche per la continuità del contratto e dell’opportunità di un lavoro a tempo indeterminato, e di conseguenza di uno stipendio, seppur con un contratto di apprendistato. Non è interesse dell’azienda non tenerlo dopo averlo formato.

·       Da parte dell’azienda, e in particolare dei titolari, è forte la percezione di utilità sociale del progetto a cui stanno partecipando. Sono molto contenti di poter aiutare Mashood Alhassan in quanto è una persona che aiuta a sua volta, e si mostra molto gentile, sia verso i titolari, sia verso i clienti (ad esempio li aiuta a portare la borsa in macchina).

·       Si è stabilita una relazione di fiducia reciproca.

·       L’azienda riconoscono inoltre di avere un indubbio vantaggio economico, viste le modalità con cui si sviluppa il progetto, e che prevede la suddivisione dei costi iniziali e dell’agevolazione del contratto di apprendistato.