Progetto “ESPaR – European Skills Passport for Refugees”
27 novembre 2018
Presentato il “XXIV Rapporto ISMU sulle migrazioni 2018”
4 dicembre 2018
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4 dicembre: Presentato il XXIV rapporto sulle migrazioni 2018

4 dicembre: Presentato il “Ventiquattresimo Rapporto sulle migrazioni 2018”

È stato presentato oggi, 4 dicembre 2018, a Milano presso l’Aula Magna dell’Università Statale il Ventiquattresimo Rapporto sulle migrazioni 2018.

Al convegno, che è stato moderato dal vicedirettore del Corriere della Sera Venanzio Postiglione, hanno partecipato: Mariella Enoc, Presidente di Fondazione ISMU e Vicepresidente Fondazione Cariplo; Massimo Gaudina, Capo Rappresentanza Regionale a Milano della Commissione Europea; Nicola Pasini, Direttore della Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano; Vincenzo Cesareo, Segretario Generale di Fondazione ISMU; Gian Carlo Blangiardo, Responsabile Settore Statistica di Fondazione ISMU; Mariagrazia Santagati, Responsabile Settore Educazione di Fondazione ISMU; Stefano Manservisi, Direttore Generale DG Devco Commissione Europea.

Nel corso del convegno è stato assegnato il premio ISMU-Cariplo 2018 al Csi – Centro Sportivo Italiano di Milano per il progetto “Sport Inside”, che promuove l’attivazione di percorsi di integrazione per giovani richiedenti protezione internazionale attraverso l’inserimento nelle squadre sportive delle società affiliate operanti sul territorio.

Dopo la presentazione del XXIV Rapporto ISMU, la giornalista Laura Silvia Battaglia ha introdotto e coordinato le testimonianze di artisti come l’attore e musicista senegalese Modou Gueye, presidente dell’associazione Sunugal, attiva nel campo dell’educazione allo sviluppo, dell’intercultura, e della cooperazione, e il percussionista senegalese Khadime Mbengue, che si sono esibiti in una lettura scenica dal titolo Lo strappo; i giovani del Progetto YEAD-Young European (Cultural) Audience Development, che hanno presentato le creazioni poetiche M’includo d’immenso; i violinisti siriani Alaa e Haian Arsheed, che si sono esibiti nel brano Mirrors of Sham.

IL VOLUME

Nel corso del 2018 l’immigrazione è diventata una delle principali questioni dell’Unione europea e dei Paesi che ne fanno parte. Lo dimostrano gli ampi spazi riservati a questo tema dai media, in particolare quelli italiani, e la crescente attenzione dei dibattici politici e dell’opinione pubblica.
In questo Ventiquattresimo Rapporto Fondazione ISMU stima che la popolazione straniera in Italia, al 1° gennaio 2018, abbia raggiunto quota 6 milioni e 108mila unità e analizza i flussi migratori e i diversi aspetti di tale presenza, partendo dalla constatazione che l’elevata rilevanza assegnata alle migrazioni, e la loro drammatizzazione e strumentalizzazione, si registra in un anno in cui i movimenti migratori verso l’Europa sono molto diminuiti.
Il 2018 ha visto il primato degli arrivi di immigrati passare dall’Italia alla Spagna, dove sono giunte oltre 45mila persone da gennaio a ottobre; in Italia, invece, nello stesso periodo sono sbarcati 21mila migranti, un numero inferiore anche a quello che riguarda la Grecia (24mila). Nonostante il considerevole calo degli sbarchi sulle coste europee nel corso dell’ultimo biennio e la diminuzione dei decessi in mare in numero assoluto, è però aumentato il tasso di mortalità, 21 persone ogni mille sbarcati.
Oltre alle consuete aree di attenzione (demografia, normativa, lavoro, scuola, salute), il Rapporto analizza gli atteggiamenti degli italiani nei confronti degli immigrati; affronta il rapporto tra Europa e immigrazione, partendo dagli esiti delle elezioni politiche in Italia e toccando alcune tematiche di grande attualità quali il dibattito su Brexit e la crisi del sistema europeo d’asilo; approfondisce alcuni aspetti fondamentali quali la trasformazione delle appartenenze religiose a fronte delle migrazioni internazionali, il fenomeno dei minori non accompagnati e l’attivazione dei corridoi umanitari.

Fondazione ISMU stima che al 1° gennaio 2018 gli stranieri presenti in Italia siano 6 milioni e 108mila su una popolazione di 60 milioni e 484mila residenti: è stata, dunque, superata la soglia simbolica di uno straniero ogni 10 abitanti. Rispetto alla stessa data del 2017, l’incremento della popolazione straniera è stato del 2,5%, dovuto soprattutto alla componente irregolare (+8,6%), pari a 533mila stranieri. Per quanto riguarda le provenienze, il 71% degli stranieri residenti in Italia è rappresentato da cittadini dei Paesi Terzi, che sono in totale 3 milioni e 582mila. Tra i residenti, poco meno di 1,1 milioni proviene da Paesi europei extra Ue, soprattutto Albania, Ucraina e Moldova e altrettanti dall’Africa, specie da Marocco, Egitto, Nigeria, Senegal e Tunisia, con un aumento durante il 2017 degli stranieri provenienti da realtà sub sahariane come Guinea (+63%), Mali (+30%), Nigeria (+20%), Costa d’Avorio (+16%) e Somalia (+12%). ISMU sottolinea come le acquisizioni di cittadinanza italiana, che nel 2017 sono state 147mila, sono destinate a persistere nel tempo. In particolare, ISMU stima che nei prossimi dieci anni i nuovi cittadini saranno tra 1,6 e 1,9 milioni.

Sul fronte lavorativo, si segnala che in Italia, su una popolazione complessiva di occupati pari a poco più di 23 milioni, gli stranieri sono circa due milioni 423mila. Per il terzo anno consecutivo il fenomeno della disoccupazione registra una riduzione, questa volta più significativa sia in valori assoluti (oltre 30mila disoccupati in meno) sia in termini percentuali (-7,1%). Invece, cresce la componente inattiva tra gli stranieri in età lavorativa (ovvero tra i 15 e i 64 anni): nel 2017 è pari a un milione e 149mila unità. Il salario medio degli stranieri è inferiore a quello degli italiani del 35%. Per quanto riguarda il sistema scolastico italiano, ISMU segnala che dopo la “crescita zero” del 2015, nell’anno 2016/17 gli alunni stranieri sono tornati ad aumentare e hanno raggiunto il numero di 826mila (+11mila rispetto all’anno precedente), pari al 9,4% del totale della popolazione scolastica. Nel 2017 in Italia ci sono 2 milioni e 189mila Neet (Neither in employment nor in Education and Training), cioè giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati e non in formazione. Si tratta della quota più elevata tra i Paesi dell’Unione Europea: il 41% cerca attivamente un lavoro. L’incidenza dei Neet è notevolmente più elevata tra gli stranieri (34,4% contro il 23,0% degli italiani); tale differenza è dovuta alla componente femminile (23,7% e 44,3% le rispettive quote tra le italiane e le straniere).

ISMU fa inoltre presente che nel corso del 2018 l’immigrazione è diventata una delle principali questioni dell’Unione europea e dei singoli Paesi che la costituiscono. Lo dimostrano gli ampi spazi riservati a questo tema dai media, in particolare quelli italiani, e la crescente attenzione dell’opinione pubblica. Fondazione ISMU segnala che l’elevata rilevanza assegnata alle migrazioni, la loro drammatizzazione e strumentalizzazione, si è registrata in un anno in cui i flussi migratori non autorizzati via mare verso l’Italia sono drasticamente diminuiti: nei primi sette mesi del 2018 è, infatti, continuato il rallentamento degli sbarchi iniziato nella seconda metà del 2017 e che aveva portato alla fine dello scorso anno a un bilancio annuo dei nuovi arrivi di 119mila persone (-34% rispetto al 2016). Inoltre, il primato degli arrivi di immigrati è passato dall’Italia alla Spagna, dove dal 1° gennaio all’11 novembre 2018 sono arrivati 55mila migranti (di cui 49mila via mare e 6mila via terra) rispetto ai 29mila giunti in Grecia e ai 22mila sbarcati fino al 19 novembre nel nostro Paese.

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Profilo del vincitore

Premiato il Csi – Centro sportivo italiano di Milano

Il Csi – Centro sportivo italiano è la più antica associazione polisportiva senza fine di lucro attiva in Italia. Costituita a Roma nel 1944, è diffusa su tutto il territorio nazionale attraverso 154 Comitati provinciali e 20 Comitati Regionali. Fondata sul volontariato, promuove lo sport come momento di educazione, crescita, impegno e aggregazione sociale. Nel 2017 il Csi di Milano ha attivato il progetto “Sport Inside”, che promuove l’attivazione di percorsi di integrazione sociale e inserimento per giovani richiedenti protezione internazionale ospitati nei centri di seconda accoglienza situati nell’area Metropolitana milanese e di Monza e Brianza, attraverso l’inserimento a pieno titolo nelle squadre sportive delle società affiliate operanti sul territorio. Il progetto garantisce la partecipazione effettiva dei giovani coinvolti all’attività sportiva istituzionale (campionati di calcio, basket e pallavolo). Si tratta di un’azione capillare e quotidiana, che vede ciascun giovane entrare a far parte a pieno titolo di una squadra e della comunità oratoriana, attraverso la partecipazione continuativa agli allenamenti, alla partita in calendario a cadenza settimanale e alle iniziative proposte direttamente dalla società e dall’oratorio. «Le nostre società sportive hanno aperto la porta a questi ragazzi senza se e senza ma, facendoli sentire a casa dopo il primo allenamento», ha spiegato il presidente del Csi Milano, Massimo Achini, «Lo sport ha questa capacità incredibile di abbattere ogni distanza o pregiudizio. Il problema dell’inserimento non è stato il Paese di origine o la religione, ma il ruolo in campo e l’impegno durante l’allenamento. Il resto è la meravigliosa normalità del lato umano che lo sport sa esprimere». A distanza di poco più di un anno il progetto, che ha coinvolto oltre 100 ragazzi, ha raggiunto risultati sorprendenti, al punto da rendere necessaria la realizzazione di  corsi di formazione per i dirigenti sportivi che stanno sperimentando questo percorso di integrazione o per coloro che immaginano di poterlo intraprendere nell’immediato futuro. In occasione della presentazione del XXIV Rapporto ISMU 2018 sulle migrazioni, il Csi Milano viene premiato con un riconoscimento della Fondazione Cariplo e di Fondazione ISMU “perché grazie al progetto Sport Inside ha dato l’opportunità a giovani richiedenti protezione internazionale di mostrare il proprio valore e di inserirsi nel tessuto sociale, dimostrando come lo sport possa essere un potente mezzo di integrazione”. Consegna il premio Dario Bolis, direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Fondazione Cariplo. Ritirano il premio Massimo Achini, presidente del Csi Milano, e Lucia Teormino, responsabile del progetto.

Voci di migrazioni

Modou Gueye

Attore, regista e musicista senegalese. È arrivato in Italia nel 1990 e, dopo varie difficoltà, nel 1993 ha iniziato a collaborare con il Laboratorio di Teatro Mascherenere di Milano, con il quale organizza spettacoli per la diffusione della cultura africana e per la promozione della multiculturalità. Dal 1998 è presidente di Sunugal, associazione attiva nel campo dell’educazione allo sviluppo, dell’intercultura e della cooperazione. Come musicista, è stato accanto a Roberto Vecchioni nell’album In Malindi, ha inciso un disco dedicato a Thomas Sankara in Senegal e ha pubblicato l’album Soul Africa (Green Movie). Al convegno per la presentazione del XXIV Rapporto ISMU si esibisce insieme al percussionista senegalese Khadime Mbengue in una lettura scenica della sua opera Lo Strappo, il viaggio di un clandestino, che racconta la decisione di partire verso un futuro sconosciuto nella speranza che sia migliore del presente, i sacrifici fatti per racimolare i soldi per il viaggio e le difficoltà incontrate per integrarsi. Le stesse che lui è riuscito a superare con caparbietà e coraggio.

I giovani del Progetto Yead – Young European (Cultural) Audience Development

YEAD – Young European (Cultural) Audience Development è un progetto quadriennale, del programma Europa Creativa, che coinvolge sei partners europei fra i quali la Fondazione ISMU. Yead si pone l’obiettivo di “aprire” le istituzioni culturali a nuovi pubblici di giovani, attraverso la promozione di partnership innovative tra operatori culturali e creativi. Quest’anno, in collaborazione con la Biblioteca Affori, l’Associazione di Promozione Sociale Sheb-Sheb e il Centro Culturale Multietnico La Tenda, è stato realizzato nella Biblioteca Affori di Villa Litta un workshop di poesia e film-making M’includo d’immenso. I protagonisti, studenti italiani e minori non accompagnati, provenienti da diverse aree del mondo, hanno esplorato e documentato in un video l’intreccio tra vissuti personali, patrimoni letterari e creazioni poetiche. Al convegno per la presentazione del XXIV Rapporto ISMU due giovani del progetto presentano il video e le creazioni poetiche realizzate.

www.ismu.org/progetto-yead-young-european-cultural-audience-develpment/ e www.yead.eu                                                                                                                        

Alaa Arsheed

Violinista siriano, è fuggito in Libano nel 2011 dopo lo scoppio della guerra in Siria. È originario della città di Suwayda, nel sud della Siria, dove con i genitori e i suoi tre fratelli gestiva il caffè-galleria “Alpha”, primo spazio culturale libero per gli artisti della città. Fuggito in Libano, per sopravvivere e pagarsi gli studi al conservatorio, Alaa ha suonato nei piano-bar di Beirut e ai matrimoni. Inoltre ha insegnato violino ai bambini di un campo profughi palestinese. Qui ha incontrato Alessandro Gassmann, che stava girando un documentario sui rifugiati. L’attore ha lanciato su Twitter un appello per Alaa, perché potesse realizzare il suo sogno di suonare in Europa e il Centro di ricerca sulla comunicazione Fabrica ha invitato il giovane violinista a uno stage nella propria sede di Villorba, nel Trevigiano. Qui, con l’aiuto dei giovani stagisti di Fabrica Musica, Alaa ha composto un album intitolato Sham (dal nome aramaico di Damasco). Al convegno per la presentazione del XXIV Rapporto ISMU si esibisce insieme al fratello Hayan, che suona la viola, nel brano Mirrors of Sham.

“YEAD – YOUNG EUROPEAN (CULTURAL) AUDIENCE DEVELOPMENT”: UN PROGETTO QUADRIENNALE PER AVVICINARE I GIOVANI ALLE ISTITUZIONI CULTURALI

YEAD (2015-2019) è un progetto europeo quadriennale di cui Fondazione Ismu è partner per l’Italia. Il suo principale obiettivo è di “aprire” le istituzioni culturali a un pubblico tradizionalmente sottorappresentato, quello dei giovani, coinvolgendoli in processi di partecipazione attiva e protagonismo culturale attraverso la promozione di partnership innovative tra operatori culturali e creativi, e con una particolare attenzione a creare occasioni di incontro e confronto tra ragazzi con diversi background linguistico-culturali.

Nelle diverse annualità, questo macro-obiettivo è stato declinato in obiettivi più specifici, quali ad esempio:

  • sviluppare una nuova consapevolezza del museo come risorsa per la riflessione, il riconoscimento, l’auto-rappresentazione, l’interazione e la crescita personale (YEAD – Anno 1,  “Accesso per tutti alla cultura”)
  • far riflettere i ragazzi sulle identità “in movimento” di cui essi stessi sono portatori (YEAD – Anno 2: “Influenze culturali”)
  • sollecitare nei ragazzi curiosità e interesse nei confronti del patrimonio letterario e della frequentazione della biblioteca (YEAD – Anno 3: “Pubblici migranti: In/Esclusione”)

YEAD ANNO 3: IL WORKSHOP “LA PAROLA COME LUOGO DI INCONTRO” (2018)

La terza annualità di YEAD, dedicata al tema “Pubblici migranti: In/Esclusione” e realizzata in collaborazione con la Biblioteca Affori – Villa Litta di Milano, ha voluto far conoscere la biblioteca in maniera attiva e creativa, anche grazie a un workshop di poesia nel quale si è attinto a opere del patrimonio letterario dei giovani partecipanti (studenti italiani e minori non accompagnati provenienti da Albania, Bangladesh, Costa d’Avorio, Egitto, Gambia, Kosovo, Mali e Senegal).

Nei primi incontri i ragazzi sono stati introdotti alla Biblioteca Affori, al suo ruolo e alle sue funzioni culturali e sociali; hanno incontrato il personale e gli utenti della biblioteca; hanno visitato le sezioni della biblioteca dedicate alla narrativa, alla poesia, ai viaggi, e scoperto quali autori dei diversi paesi/macro-aree  di provenienza sono rappresentati nel patrimonio librario del sistema bibliotecario milanese; hanno incominciato a familiarizzare con il linguaggio del film-making.

I quattro incontri dedicati alla poesia sono stati pensati per avvicinare i ragazzi a una forma d’arte spesso ritenuta alta, intellettuale o fin troppo astratta per essere capita attraverso lo stare insieme, nella poesia e nel gioco. Le attività proposte hanno compreso giochi poetici, elaborazione di calligrammi, lettura di poesie e presentazione di albi poetici illustrati. Tutti questi incontri hanno previsto l’utilizzo del film-making, in modo da consentire ai ragazzi di rielaborare creativamente l’esperienza vissuta anche in forma visiva.

Il workshop si è concluso con un “flash mob poetico” dal valore altamente simbolico: i ragazzi hanno inserito le poesie da loro create nelle pagine dei libri esposti sugli scaffali della biblioteca, dove gli utenti di Villa Litta potranno trovarle nei mesi e negli anni a venire.

Tutte le fasi del lavoro sono documentate nel video “M’includo d’immenso”.

LINK

Sito web: www.yead.eu

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