Chi sarà l’artista della Brexit?

“È difficile fare predizioni, soprattutto sul futuro”
Niels Bohr

9 giugno 2017

Voleva una maggioranza ampia per ottenere un accordo forte sulla Brexit. Era un errore. Theresa May ad aprile di quest’anno ha indetto le elezioni anticipate per rafforzare la maggioranza dei conservatori alla Camera. A quanto pare, le sue predizioni non si sono avverate (un po’ come quelle di Cameron a giugno 2016). Mentre i risultati delle elezioni generali stanno per uscire, una cosa è certa: i Tories hanno perso. E il Labour non ha vinto.

Per costituire una maggioranza di governo sono necessari un totale di 326 seggi (si veda i risultati qua). I conservatori, che avevano una piccola maggioranza, hanno perso 12 seggi, mettendo il governo in minoranza con soltanto 316 seggi. Il partito laburista ha vinto alcuni seggi ma resta lontano con 261 seggi (31 in più). Il Partito Nazionale Scozzese (SNP) ha perso un numero significativo di seggi (19 in meno) e ne ha ottenuti 35. I Lib-Dems ne hanno guadagnati 12 (3 in più). Uno dei grandi perdenti di queste elezioni è il UKip; non tanto dal punto di vista dei seggi (ne aveva uno e l’ha perso), ma piuttosto dal punto di vista del numero dei voti. Se l’UKip aveva ottenuto il 13% dei voti nel 2015, a queste elezioni generali ha ottenuto solo il 2% dei voti. Tutto considerato, il tasso di partecipazione al voto è in leggero aumento con il 68,7% , rispetto al 66,4% del 2015.

Questo risultato potrebbe avere delle conseguenze sull’accordo che il Regno Unito sarà in grado di negoziare con l’UE. Almeno tre scenari potrebbero aprirsi da questo punto di vista. Il primo, il più probabile, vede i Tories (con o senza May) governare con una minoranza alla Camera. Il Premier mantiene una posizione dura sulla Brexit e prova a costruire delle alleanze ad hoc con deputati individuali (quindi senza accordo di partito) per assicurarsi una maggioranza di supporto. Questo scenario è tuttavia difficile da realizzare in quanto manca un numero significativo di seggi. Potrebbe rivelarsi ancora più difficile considerando che i Lib-Dems, i partner più probabili, hanno fatto campagna per un accordo molto più soft sulla Brexit. Un secondo scenario vedrebbe i Tories attenuare la loro posizione per assicurarsi un supporto più ampio alla Camera. Un terzo scenario, il meno probabile, vedrebbe invece il costituirsi di una coalizione tra Lib-Dems, SNP e Labour. Tale coalizione però non avrebbe una maggioranza ma soltanto 308 seggi. Ciò renderebbe quindi necessario trovare altri (almeno) 18  sostenitori individuali per proporre un accordo.

Theresa May voleva una maggioranza forte per avere più stabilità; ha invece ottenuto una minoranza che annuncia una lunga ricerca di compromessi.

 

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