La gestione dei flussi di asilo

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Conferenza internazionale

La gestione dei flussi di asilo: rafforzare gli strumenti, rafforzare il sistema

Roma 18-19 novembre 2014

La Fondazione ISMU ha partecipato alla Conferenza internazionale La gestione dei flussi di asilo: rafforzare gli strumenti, rafforzare il sistema, che si è svolta il 18 e 19 giugno a Roma presso il centro Congressi Fontana di Trevi in Piazza della Pillotta. La Conferenza, organizzata dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, s’inserisce nell’ambito delle iniziative del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dei Ministri dell’Unione europea.

I lavori hanno visto la partecipazione di numerosi funzionari delle istituzioni nazionali ed europee, accademici e rappresentanti delle organizzazioni internazionali e delle ONG, che hanno affrontato le principali questioni riguardanti le politiche di asilo al centro del dibattito nazionale ed europeo.

La complessità che caratterizza i flussi di richiedenti asilo è stata al centro dell’intervento di  Robert Visser, Direttore di EASO (l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo), che ha sottolineato come tali flussi siano sempre “flussi misti”, ossia comprendenti anche migranti per ragioni economiche. Mentre nel 2013 le domande di asilo nella UE hanno raggiunto la cifra record di 435.000, il Direttore di EASO ha al contempo posto l’accento sulle fluttuazioni che hanno interessato le principali nazionalità dei richiedenti asilo nel corso degli ultimi anni, a causa del rapido evolversi degli scenari geopolitici nei Paesi di origine. Secondo Visser, la nazionalità dei richiedenti asilo deve essere tenuta in considerazione anche quando si analizzano le divergenze nei tassi di riconoscimento degli Stati membri. Il tasso di riconoscimento di uno Stato membro che riceve in maggioranza siriani (i quali hanno un tasso di riconoscimento complessivo nella UE attorno al 100%) non può infatti essere paragonato a quello di uno Stato che riceve in maggioranza richiedenti asilo provenienti dai Balcani occidentali (che, al contrario, hanno un tasso di rifiuto complessivo superiore al 90%).

Sul piano dell’agenda politica, una priorità che è stata rilevata da numerosi interventi riguarda la necessità di assicurare una piena e corretta attuazione del Sistema Comune Europeo di asilo, i cui principali strumenti legislativi sono stati riformati nel corso del 2013. Come rilevato da Michael Jansen del Ministero dell’Interno tedesco, i sistemi di asilo degli Stati membri sono ancora caratterizzati da un’elevata diversità, per quanto riguarda sia la valutazione delle domande sia le procedure di gestione delle pratiche di asilo. Aspetti problematici sono stati individuati da diversi relatori anche relativamente all’attuazione del Regolamento di Dublino, in particolare il mancato utilizzo dei criteri sul ricongiungimento familiare in esso contenuti.

Un’uniforme attuazione della legislazione europea è anche necessaria ad assicurare che vi sia fiducia reciproca fra gli Stati membri riguardo agli standard adottati nei rispettivi sistemi di asilo. Matthias Oel della Commissione europea ha sottolineato come attualmente non vi sia sufficiente fiducia né fra Paesi del Nord e del Sud dell’Unione né tantomeno fra gli Stati membri e le istituzioni europee. Il superamento di questo stallo passa anche, secondo Oel, per una partecipazione attiva degli Stati membri nelle iniziative promosse dalla Commissione europea e da EASO, che sono finalizzate a supportare l’attuazione delle direttive europee e a rafforzare la cooperazione tramite la condivisione di competenze e lo scambio di best practices. Un’ulteriore priorità nell’agenda della Commissione europea indicata da Oel è il rafforzamento del Programma comune di reinsediamento europeo, un tema che verrà discusso nel prossimo Forum europeo sul reinsediamento, assieme con la possibilità di introdurre nuove modalità per accedere in modo legale alle procedure di asilo nella UE e l’ulteriore sviluppo dei Programmi di protezione regionale nei Paesi di primo asilo.

La fiducia reciproca fra gli Stati membri è una precondizione anche per muoversi nella direzione del mutuo riconoscimento dello status di rifugiato, un tema al centro dell’agenda del semestre di Presidenza italiano e su cui ha molto insistito il Prefetto Mario Morcone, Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno. Al tema del mutuo riconoscimento, in particolare ai presupposti giuridici e alle prospettive di introduzione di tale strumento nel contesto europeo, sono stati dedicati gli interventi del Prof. Valsamis Mitsilegas della Queen Mary University di Londra e quello della Prof.ssa Chiara Favilli dell’Università di Firenze.

Nella prima delle due sessioni di workshops della Conferenza sono state presentate proposte e iniziative volte a migliorare la gestione del sistema di accoglienza. In un workshop dedicato al sistema di accoglienza italiano, Daniela di Capua, Direttrice dello SPRAR (Sistema di Protezione per i Richiedenti Asilo e Rifugiati), ha illustrato la riforma dello SPRAR recentemente intrapresa, volta ad aumentare il numero di posti disponibili e ad istituire un sistema unico di accoglienza fondato su un comune centro di coordinamento e sui medesimi criteri gestionali e amministrativi.

La seconda sessione di workshops ha avuto come obiettivo quello di illustrare alcune delle attività svolte dall’agenzia EASO. In particolare, oggetto dei workshops sono stati un progetto pilota riguardante il trattamento congiunto delle domande di asilo coordinato da EASO e che vede la partecipazione di cinque Stati membri, la creazione di un network per la condivisione delle COI (Country of Origin information) e la messa in atto di un meccanismo di allerta precoce in grado di assicurare un’efficiente gestione delle crisi determinate dai flussi improvvisi di richiedenti asilo nel territorio di uno Stato membro.

vedi anche La quinta Conferenza Ministeriale sull’Integrazione

 

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