Meno single e più famiglie

Meno single e più famiglie: da progetto a breve termine l’immigrazione è diventata stanziale. Nel corso di vent’anni la presenza straniera italiana si è andata man mano stabilizzando, divenendo sempre più di tipo familiare. Se nel 1991 le famiglie con almeno un componente straniero erano 235mila, oggi sono salite a quasi 2 milioni. Secondo i dati più recenti le famiglie che hanno esclusivamente componenti stranieri sono oltre 1 milione e 300mila. Tra il 1993 e il 2013 i nuclei formati da stranieri e composti da almeno quattro persone sono quasi decuplicati (+946%). Va sottolineato che oggi la principale ragione di ingresso nel nostro Paese è il ricongiungimento familiare e non il lavoro. Tra il 1993 e il 2013 si registra una crescita di permessi di soggiorno per motivi di famiglia pari al 1.328%, mentre per quelli di lavoro l’incremento è stato “solo” del 488%. È dunque facile concludere che, mentre in passato l’immigrazione era spesso fondata su un progetto a breve termine, negli ultimi vent’anni  è diventata stanziale e in molti casi è la meta definitiva. Il fenomeno migratorio quindi è diventato stabile e strutturale.

Minori: da 100mila a un milione. All’incremento delle famiglie si affianca quello dei minori. All’inizio degli anni Novanta, questi erano poco più di 100mila, mentre nel 2001 sono triplicati arrivando a 323mila. Tra il 2001 e il 2006 la loro presenza è raddoppiata (628mila), fino a sfiorare quota 1 milione nel 2013 (995mila), molti dei quali nati in Italia.

I nati in Italia: da 61mila a 649mila. Negli ultimi vent’anni sono più che decuplicati: da 61mila si è passati a 649mila, di cui 78mila nati nel 2013.

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