Presenze extra UE in Italia

Elaborando gli ultimi dati del Ministero dell’Interno, tra i principali dieci collettivi nazionali extra-UE nei primi sette mesi del 2013 sono cresciuti più di tutti di 12mila unità i cinesi (+3,9%), di 7-8mila marocchini, bangladeshi e ucraini (rispettivamente +1,5%, +6,6% e +3,2%) e di 5-6mila egiziani e indiani (+4,7% e +3,3%). I gruppi più numerosi sono sempre quelli marocchino (527mila unità) e albanese (507mila), seguiti dalla Cina (318mila), dall’Ucraina (232mila) e poi da Filippine (163mila, in crescita del 2,3%), India (156mila), Moldova (152mila), Egitto (131mila), Tunisia (124mila) e — col maggior aumento relativo — Bangladesh (122mila).

Entro le citate numerosità, gli “iscritti sul soggiorno del titolare” —  ovvero, in massima parte, le componenti minorenni — sono il 30% del totale tra i tunisini e gli egiziani e il 29% tra i marocchini; mentre, sul fronte opposto, sono solo il 7% tra gli ucraini, il 14% tra i moldovi e il 19% tra i filippini.

Il gruppo più radicato dal punto di vista della presenza è invece quello albanese, con un’incidenza di permessi di soggiorno a tempo indeterminato del 45% sul totale dei permessi in vigore, seguiti su livelli del 40-41% da ucraini, marocchini e tunisini. Al contrario minore è l’incidenza di questa tipologia di permesso tra i cinesi (meno del 25%) e tra i moldovi (meno del 28%), e tutti gli altri gruppi si collocano su quote intermedie pari al 33-34% ovvero ad un terzo della presenza regolare complessiva.

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